Gli occupanti? Meno di dieci E il processo non si fa più
Non c’è più la denuncia, caso chiuso. Dopo sette anni si avvia sul binario morto della dichiarazione di estinzione della causa la vicenda dell’occupazione dell’ex stabilimento De Tomaso in via Virgilio ad opera di anarchici e frequentatori di Libera.
Sotto processo sono infatti undici gli imputati, tutti simpatizzanti anarchici oltre che storiche figure di Libera, come Franco Bertoli al secolo Colby. Sono le persone identificate dalla Questura nell’abito di indagini durante l’occupazione avvenuta nell’ottobre 2012. Un blitz con striscioni anti-Tav e di annuncio occupazione che destò la solidarietà anche dell’altro gruppo dedito a occupazioni in città, lo Spazio Guernica.
In realtà la presenza di anarchici portò a raduni, feste e serate ma niente di più. Non vennero costatati danni. Poi un po’ alla volta mollarono la presa e il capannone restò di fatto sgombero tornando alla sua vita vegetativa di degrado nel quale versa ancora oggi (ma per poco, come vedremo).
Ieri mattina il dottor Claudio Gandolfo, liquidatore nominato dal tribunale nel marzo 2013 (pochi mesi prima dell’occupazione), ha confermato che danni non ce ne sono stati, che l’intero complesso è stato venduto e che verranno abbattuti gli edifici industriali (che oggi sono oltretutto fatiscenti). Per questi motivi - sollecitato dal difensore degli 11 imputati, l’avvocato Fausto Gianelli - ha dichiarato di voler ritirare la denuncia per occupazione. Il giudice ne ha preso atto. Subito dopo hanno riferito agenti della Digos di Modena che avevano identificato i partecipanti all’occupazione. Sempre l’avvocato Gianelli ha però sottolineato che alcuni di questi non occupavano ma partecipavano a serate come semplici spettatori e quindi non potevano essere assimilati agli occupanti. Alla fine il numero degli accusati si è ristretto da undici a nove. A quel punto l’avvocato Gianelli ha avuto modo di sottolineare che, siccome poco prima era stata ritirata la denuncia di chi gestiva la proprietà e siccome la legge prevede che per la denuncia d’ufficio gli occupanti debbano essere più di dieci, trovandosi con un numero sotto i dieci imputati il processo non reggeva più. Il giudice ne ha preso atto e ha rinviato l’udienza a novembre per dichiarare il processo estinto: non c’è nessuna denuncia contro gli anarchici. In ogni caso il destino dell’ex impianto industriale presto cambierà per sempre. Il gruppo abruzzese Cosmo ha presentato un progetto ambizioso per l’acquisto di quell’area: i capannoni fatiscenti saranno abbattuti e dal terreno si potrà costruire uno store di scarpe di grandi dimensioni. —
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