«Settore carni, tanti problemi ma rimane al vertice in Italia»
Tante difficoltà determinate dalle proteste di sindacati e lavoratori ma il settore della lavorazione carni nel Modenese presenta ugualmente numeri di eccellenza.
I dati positivi sono forniti dall'Ufficio studi di Lapam Confartigianato, numeri importanti nonostante il numero delle ditte sia in calo.
Nel 2018 la domanda estera per la carne “made in Modena”, in crescita non da oggi, ha raggiunto il suo picco a quota 660 milioni di euro, al vertice in Italia davanti a Verona e Parma. Il risultato è concentrato per più della metà (358 milioni di euro, il 54,2% del totale) verso cinque principali destinazioni: la Germania, con il 24% dell'export totale ma in calo del 4,9% rispetto al 2017, la Francia, che diventa il secondo mercato con il 17% del totale e in crescita del 15,4% tra 2017 e 2018, la Danimarca, terzo ambito con il 5% dell'export e un calo dell'1,3%, il Giappone, che rappresenta il quarto mercato con il 4% del totale anche se in calo del 13,7%, e il Regno Unito, che tra 2017 e 2018 fa registrare un +9,5% per un 4% del totale delle esportazioni di carne modenese. Emerge un territorio che si colloca al top in Italia per valore delle esportazioni nel settore carni e secondo tra le province dell'Emilia-Romagna per numero di certificazioni Dop e Igp di prodotti a base di carne.
«Un comparto che continua a tenere a dispetto delle difficoltà - evidenzia Lapam Confartigianato - A Modena sono 521 le imprese artigiane alimentari, di queste 81 lavorano nella trasformazione delle carni: con 81 imprese e 548 addetti nell'artigianato di settore, Modena risulta terza a pari merito con Cuneo (che ha però meno addetti, 324) così come dietro alle sole Bolzano (con 112 e 641 addetti) e Parma (con 240 e 998 addetti), anche se nell'ultimo anno ha registrato un calo del 6,9% di queste aziende a livello locale». —
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