Tiziano Ferro al Braglia Tornano i grandi concerti
La data nel 2020. L’ultima band allo stadio i Rage Against the Machine nel 2008 La promessa di Muzzarelli: «È solo il primo, lavoriamo per averne molti altri»
Lo stadio Braglia di Modena torna ad essere il palcoscenico per un grande concerto: l’appuntamento è il 7 luglio 2020 con il tour “Tzn 2020” di Tiziano Ferro.
Ma, al di là del nome, seppur si tratti di un big della musica italiana, la notizia è che Modena, e in particolare lo stadio, riaprono i battenti alla grande musica.
«L’arrivo di Tiziano Ferro - sottolinea il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - è solo il primo frutto di un lavoro che sta proseguendo. C’è grande attenzione da parte dell’amministrazione comunale non solo per i tantissimi eventi che con frequenza quasi quotidiana hanno luogo in città, ma anche per i cosiddetti grandi eventi». Tra i quali, certamente, rientrano i concerti: «Quello di Tiziano Ferro è solo il primo. C’è stata l’opportunità di portarlo a Modena e l’abbiamo sfruttata». Di un aspetto Muzzarelli è certo: «Non si tratterà di un unico concerto - promette il primo cittadino - ce ne saranno altri in seguito».
Se si esclude il Modena Park, che è stato qualcosa di trascendentale rispetto agli altri concerti, per ritrovare una grande band all’ombra della Ghirlandina si deve tornare al giugno del 2008, quando proprio il Braglia fu cornice perfetta per la carica adrenalinica dei Rage Against the Machine. Pubblico? Ventiduemila persone.
Ma la storia dei concerti a Modena è gloriosa e radicata nei decenni che hanno fatto la storia del rock, tanto che i più grandi hanno suonato qui.
Artisti di fama internazionale. Si inizia con i Simple Minds (1986, PalaPanini), Ray Charles (1986, Braglia), Eurythmics (1986 PalaPanini), Spandau Ballet (1986 PalaPanini), U2 (doppia data nel 1987 al Braglia), Duran Duran (1987 Braglia), Bob Dylan (1987, Festa dell’Unità), The Cure (1987, PalaPanini), Sting (1988, Braglia), Frank Zappa (1988, PalaPanini), Pink Floyd (doppia data nel 1988 al Braglia), Prince (1988, Braglia), Deep Purple (1988, Festa dell’Unità), Motorhead (1989 PalaPanini), Ramones (1989, PalaPanini), Simply Red (1989, PalaPanini), Santana (1989, antistadio), David Bowie (1990, Festa dell’Unità), Sting (1991 stadio Braglia), Simple Minds (1991, Braglia), AC/DC e Metallica nel Monsters of Rock (1991, Festa dell’Unità), Guns N’Roses (doppia serata nel 1993 al Braglia), Nirvana (1994, PalaPanini), Jamiroquai (1994, Vox di Nonantola), Green Day (1996, PalaPanini). A questi si devono aggiungere tutti i più grandi della musica italiana, da Dalla a Vasco, da Ligabue a Zucchero e i leggendari Pavarotti and Friends tra il 1992 e il 2003.
Un’epoca d’oro che aveva fatto di Modena la Woodstock italiana (come raccontato nel libro Live in Modena) e che Muzzarelli spera di restaurare. —
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