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IL PRESIDENTE DELLA BANCA POPOLARE della bassa 

Zanini : «Sanfelice 1893 entro l’anno torna all’utile»

Zanini : «Sanfelice 1893 entro l’anno torna all’utile»

«I dati attuali sono incoraggianti e il rinnovato Cda ora è rappresentativo» «Questo ci permetterà di affrontare al meglio un progetto di aggregazione»

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I soci hanno votato a maggioranza il bilancio e le nuove nomine nel Consiglio di amministrazione, ma la recente assemblea di Sanfelice 1893 Banca Popolare è stata anche l’occasione di un intenso confronto con le associazioni dei soci e con i singoli associati.

Confronto sulle prospettive della banca (c’è chi vorrebbe subito una aggregazione, ma c’è anche chi è più attendista) e sulla sua solidità, con dati che, in un contesto generale difficile, sono migliorati ma non consentono ancora un dividendo e un ottimismo assoluto. Ne abbiamo parlato con il generale Flavio Zanini, attuale presidente dell’istituto

Presidente, poche settimane dopo l’assemblea dei soci della Sanfelice 1893 Banca Popolare può anzitutto illustraci la nuova composizione della governance della banca? Ci sono state dimissioni che hanno fatto un po’ discutere.

«In seguito al rinnovo delle cariche - risponde Zanini - all’interno dell’attuale Consiglio di amministrazione sono entrati quattro amministratori: Mario Ortello, consulente fiscale, con la carica di vicepresidente; Raffaella Manes, avvocato, nominata membro esecutivo in rappresentanza dell’associazione “Insieme per il futuro”; Tiziano Rovatti, dirigente in pensione del settore telecomunicazioni, in qualità di amministratore indipendente e presidente dell’Associazione “Stabilità per il territorio”; infine Paolo Di Toma, docente alla facoltà di Economia dell’Università di Modena, come amministratore indipendente. Per la prima volta nella storia della banca ogni associazione di soci esprime un proprio rappresentante all’interno della governance: oltre ai due neoeletti Manes e Rovatti, in Consiglio è già da tempo presente anche Gabriele Bergamini per conto dell’associazione “Amici della Sanfelice”. Lo vedo come un segnale positivo».

Ritiene che il Cda appena rinnovato manterrà come obiettivo primario la realizzazione del Piano d’impresa 2018/2020? O sono previste rivisitazioni?

«Le linee guida del Piano d’impresa non subiranno modifiche. Costituiscono i punti di riferimento su cui dobbiamo lavorare intensamente per trasformare le criticità in fattori di successo. Nel dettaglio mi riferisco alla riduzione dei costi operativi, alla crescita dell’attività commerciale, e alla riduzione dello stock di crediti deteriorati».

Si è detto che “la cura Zanini-Belloi”, ovvero sua e del direttore generale, sta funzionando. Significa quindi che i soci a questo punto possono attendersi un ritorno all’utile?

«Per quanto riguarda la redditività i primi segnali del 2019 sono incoraggianti. Dalle prime elaborazioni sul primo trimestre si sta delineando un risultato positivo: registriamo un consolidato lordo superiore a 1 milione di euro. Nel Piano d’impresa abbiamo previsto il ritorno all’utile a fine 2019. Finora i dati stanno andando proprio in questa direzione. Questo ci permetterà di affrontare nel migliore dei modi un progetto di aggregazione».

A proposito di gestione del credito deteriorato, qual è la situazione reale della banca?

«Nello scorso anno la banca ha diminuito sensibilmente i crediti deteriorati. Grazie a due operazioni di cessione, abbiamo ridotto del 35% i cosiddetti “Non performing loan” (Npl), che a fine 2018 si attestavano a 83 milioni e oggi sono ulteriormente scesi a 74. Inoltre questi crediti sono coperti al 52,5%: va le a dire che la metà del loro valore è già stata accantonata. Questi numeri sono molto buoni, ma non ci bastano. Vogliamo intensificare l’attività di cessione dei crediti deteriorati e gli accantonamenti. L’obiettivo è “liberare” dal fardello gravoso degli “Npl” ulteriori quote di patrimonio per finanziare l’economia del nostro territorio». —

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