Gazzetta di Modena

Modena

il nuovo direttore dell’ausl 

Brambilla risponde a Salvini «Polemiche strumentali»

Stefano Luppi

Prime parole del successore di Annichiarico: «Ho trovato una buona situazione I dati ci dicono che qui il sistema funziona. Voglio aumentare le case della salute»

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«Abbiamo un fabbisogno di medici e veterinari, pari a circa 40 colleghi: tra quest’anno e il prossimo procederemo con i concorsi. Alla Azienda Usl di Modena ho trovato una situazione buona e intendo proseguire valorizzando le realtà territoriali. Gli attacchi recenti di Matteo Salvini sugli ospedali chiusi in Emilia Romagna? Polemiche strumentali che non coincidono con i dati indipendenti».

Camicia a righe da manager, giacca e cravatta impeccabili, non un filo di sudore in una sala male rinfrescata al terzo piano della sede centrale all’Ausl. Antonio Brambilla, nuovo direttore generale del distretto sanitario modenese, nel suo ufficio da un paio di giorni, ha le idee chiare e arriva al primo appuntamento con i giornalisti supportato dai numeri. Non solo. L’agenda del dirigente sanitario è fittissima: oggi sarà prima a Mirandola poi a Carpi a discutere rispettivamente di potenziamento ospedaliero per la pneumologia e il carcinoma del polmone e per il progetto del nuovo annunciato nosocomio carpigiano. Giusto i temi sui quali, appunto, poche ore fa il ministro dell’Interno Salvini, in piena campagna elettorale emiliana, si è scatenato.

«I dati - continua il dg, con esperienza decennale all’assessorato regionale Salute dell’Emilia Romagna - sono rilasciati da organismi internazionali terzi e i livelli della sanità in Emilia Romagna sono di livello mondiale. Qui ci sono livelli eccellenti in campo assistenziale e da tempo si è messo mano in modo ottimale al tema dei tempi di attesa per le prestazioni specialistiche. Ora ci occuperemo anche dei tempi di attesa dei ricoveri ospedalieri. Per quanto riguarda il personale, oltre ai posti vacanti che ricopriremo, vorrei ricordare che tra 2017 e 2018 all’Ausl il personale è aumentato per tutte le professioni: ad esempio i medici sono aumentati di 34 unità, gli infermieri in più sono stati 26 e via dicendo. Occorre dare meriti al mio predecessore Massimo Annicchiarico e certo nell’ultima legislatura regionale per la salute è stato fatto molto. Certo, se il governo non aumenta le cifre del fondo sanitario…».

Brambilla, sempre rispetto a cosa fare in futuro nella sanità modenese, accenna al terribile suicidio recente della 17enne olandese Noa Pothoven e spiega: «Vedo che a Modena c’è molta sensibilità, penso ad esempio al centro antiviolenza maschile e intendo soprattutto pensare alle infrastrutture per anziani e persone fragili oltre che a centri per gli adolescenti».

Da lì alle case della salute il passo è breve e il dg ha le idee chiare in merito: «Ci sarebbe bisogno di qualche casa della salute in più, perché ogni territorio dovrebbe esserne dotato, ma su questo tema siamo comunque già in moto. Ma è anche una questione culturale di collaborazione tra i professionisti e in ogni caso le case della salute dovranno essere anche luoghi per i volontari della sanità. Su questi temi abbiamo un po’ di resistenze da parte dei sindacati, ma sono ottimista». —



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