Gazzetta di Modena

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OPERAZIONE FOSSALTA 

Gang delle “lucciole”: ieri un altro arresto

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Era sfuggito all'arresto e alla sua cella a Sant'Anna ma solo per qualche ora. Poco dopo la conferenza stampa di ieri sull'Operazione Fossalta - 12 misure cautelari contro la gang di albanesi che controllava la prostituzione notturna sui marciapiedi da Modena a Castelfranco - mentre le indagini stavano proseguendo, gli agenti della Squadra Mobile si sono imbattuti nel ricercato: L.A., 39 anni, albanese, regolare (il lavoro "ufficiale" non è noto). Era al volante della sua auto e stava girando in periferia verso la provincia, ignaro della retata di poche ore prima compiuta da ottanta poliziotti con elicottero e cane che aveva portato in carcere sei dei suoi complici. Per tutti loro l'accusa è di favoreggiamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti; per due di loro, di 22 e 23 anni, anche tentato omicidio. Ora L.A. si trova a Sant'Anna. Su di lui la polizia indaga ancora per chiarire il suo ruolo. Pare infatti essere stato l'elemento di congiunzione tra la sua compagna, l'ucraina che reclutava giovani prostitute nella sua patria senza fare tante promesse se non quella di fare soldi facili, e l'organizzazione stessa che gestiva lo sfruttamento con sistemi industriali che fruttavano fino a 180mila euro a settimana. Pare che fosse anche addetto a sorvegliare le "lucciole" monitorando sia i loro spostamenti con i clienti che le loro telefonate e chat, nonché le presenze negli appartamenti di via Vignolese, a San Damaso e a Castelfranco, i luoghi di incontri sessuali a pagamento dei quali disponeva la gang albanese. Proprio sulla gestione di questi alloggi del piacere sono in corso ulteriori accertamenti. Si dovrà chiarire prima di tutto chi li affittava e chi realmente li gestiva e se i proprietari erano consapevoli di cosa stava accadendo al loro interno. Potrebbe diventare un filone a parte di questa indagine già consistente condotta dal pm Pasquale Mazzei.

Con la cattura del 39enne, alla Squadra mobile restano ancora due irreperibili da arrestare e portare in carcere. Più altre tre irreperibili con una misura cautelare attenuata: il divieto di dimora. La polizia conta di chiudere del questo caso in tempi stretti consegnando alla Procura tutti gli elementi per arrivare a richieste di giudizio abbastanza celeri. D'altra parte in più di un anno di indagini, intercettazioni, appostamenti e pedinamenti gli agenti della Squadra Mobile di Modena hanno ricostruito in dettaglio le attività di questa banda. —

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