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Zironi e Barbolini vanno alla conquista dell’ultimo voto

Marco Costanzini
Zironi e Barbolini vanno alla conquista dell’ultimo voto

Anche ieri i due candidati tra la gente e nei gazebo per spiegare i programmi Cittadini divisi tra chi promuove la continuità e chi vuole il cambiamento

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Non di sola Formula 1 si parla nella terra della Ferrari, in particolare alla vigilia di una domenica che segna la prima volta storica di un ballottaggio per eleggere il sindaco di Maranello. Il pensiero del possibile duello tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton nel Gran Premio del Canada lascia spazio alla sfida tra Luigi Zironi e Luca Barbolini per la carica di primo cittadino, pronta a rinnovarsi a distanza di due settimane dalla mancata vittoria dell’attuale vicesindaco per appena due voti.

Nel cuore di Maranello, più che a un gran premio, il mercoledì del mercato cittadino fa da cornice a quella che sembra a tutti gli effetti una partita di calcio, giunta ai tempi supplementari: piazza della Libertà è il campo di gioco, di fronte al municipio il gazebo con la squadra di Zironi è piazzato ovviamente a sinistra, quello dei sostenitori di Barbolini a destra. Al centro il Maranello Cafè, dove tra una colazione e un aperitivo ci si può gustare in posizione privilegiata l’appendice di campagna elettorale. Quattro amici - Antonino, Luciano, Giuseppe e Luigi - siedono su una panchina, come fossero la quaterna arbitrale; da giudici super partes, senza svelare le loro preferenze, alla domanda su quale dei due gazebo sia più frequentato si limitano a dare un’indicazione : quello di Zironi. Dove tra i presenti c’è anche Cesare, 95 anni, che ritira un volantino e prima di salutare, perché il pranzo incombe, sentenzia: «Voto dal ’46, mai stato dalla parte dei padroni». Sorrisi tra i presenti a sostegno dell’attuale vicesindaco, che argomentano: «Queste sono le persone che abbiamo sempre visto in mezzo alla gente, a differenza di altri, la città negli ultimi anni è stata ben amministrata e Zironi, essendone stato vicesindaco, è la soluzione migliore».

Ma per le vie del mercato, tra qualche turista che si è spinto fino in piazza dopo una visita al Museo Ferrari, c’è chi ribalta il verdetto. «Senza nulla togliere a Zironi, che mi pare una persona seria, vedo le idee di Barbolini più innovative», spiega Giacomo Savarese, che aggiunge: «A Maranello si vive molto bene, mia moglie è di Roma e ama questa città, però penso che Barbolini dica una cosa giusta sulla sicurezza quando propone l’installazione di telecamere di sorveglianza da visionare in diretta. Negli ultimi anni ci sono stati un paio di episodi proprio qui vicino in cui sarebbe stato necessario un intervento immediato».

Birigida De Prisco e Giovanni Savastio, dal gazebo del candidato di centrodestra, puntano soprattutto sulla persona: «Luca Barbolini è un uomo serio e affidabile, chi lo critica dovrebbe conoscerlo e frequentarlo. A Maranello c’è bisogno di cambiamento e lui è la figura giusta, perché ha idee ed esperienza». La lotta tra partiti, insomma, si trasforma più in una sfida personale tra candidati, perché è proprio in questo che le elezioni comunali si sono distinte dalle ultime Europee. Anche nei bar della piazza l’idea è questa, ma l’argomento principale di discussione sembra essere altro: «In questi giorni - ammettono Loretta e Sarka della Nuova Caffetteria Centrale - tra un caffè e l’altro non abbiamo sentito parlare più di tanto del ballottaggio, è sempre il calcio a farla da padrone».

E i candidati sindaci? Sono lì anche loro, in mezzo alla gente, a illustrare il programma elettorale per convincere i cittadini a votarli al ballottaggio.

«Questa appendice di campagna elettorale - spiega Zironi - ci ha dato l’opportunità di incontrare nuovamente i cittadini. Noi siamo davvero in piazza tutti i giorni per testimoniare ciò che vogliamo fare per Maranello. Il nostro “competitor” ha ricevuto oltre 700 voti in meno rispetto alle Europee, ciò significa che le persone hanno ritenuto la nostra proposta più radicata, seria e attendibile. Li ringrazio e li invito a confermare il loro voto».

«Se siamo al ballottaggio - ribatte Barbolini - significa che a Maranello c’è malcontento. Basta fare un raffronto con comuni limitrofi come Fiorano e Formigine, dove il centrosinistra ha vinto al primo turno. Siamo entrati sicuramente nella storia, ma non è finita: vogliamo vincere le elezioni per portare finalmente aria nuova in Comune». —

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