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Negozi di vicinato: apre a Modena il nuovo corso di Coop Alleanza

Stefano Turcato

Inaugurato ieri il supermercato in viale Trento e Trieste Il presidente Turrini spiega il valore delle assemblee di zona

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Coop Alleanza 3.0 lo aveva annunciato da tempo: dopo un bilancio 2018 fortemente negativo, revisione radicale degli ipermercati e delle scelte che riguardano i prodotti e la loro esposizione. In più apertura di negozi di vicinato nelle città.

È già accaduto a Ravenna e Ferrara e ieri il presidente del colosso della grande distribuzione, Adriano Turrini, era a Modena con il d.g. Paolo Alemagna per inaugurare uno dei primi esempi concreti che caratterizzano questo nuovo corso aziendale: il negozio di vicinato di viale Trento Trieste concepito per la spesa di tutti i giorni. Alla cerimonia era presente anche Franca Bassoli, presidente del Consiglio di Zona soci Coop, oltre alla direttrice del negozio Pamela Melcarne. Impressionante l’assalto di clienti già nelle prime ore di apertura, al punto che diventava difficile muoversi nei 250 metri quadrati della struttura: «Quando apriamo nelle città - ha chiarito il presidente Turrini - è sempre così. Ora i nostri progetti prevedono una ventina di altre aperture di questa tipologia di negozi e ho già avuto occasione di dire che puntiamo molto sui prodotti a marchio Coop perchè anche la nostra concorrenza può fare la stessa cosa ma, ne sono certo e nessuno mi potrà smentire, i nostri sono i migliori. La nostra unicità in questo ambito si deve al controllo rigoroso delle filiere e per questo dobbiamo puntare sul nostro marchio».

Ma c’è una parola che il presidente Turrini da tempo ripete di continuo ed è «ascolto», un connotato «che deve ispirare ogni scelta, ogni momento del nostro lavoro se vogliamo mantenere la fiducia dei soci e avere successo con queste nuove strategie che ci porteranno oltre la fase negativa attraversata».

E quando parla di «ascolto» Adriano Turrini fa riferimento ai Consigli di Zona e alle loro assemblee, realtà peculiare della cooperativa: «Sono i nostri sensori delle esigenze locali - dice il presidente - e l’ascolto delle critiche e dei suggerimenti o proposte ora deve essere basilare. Forse in passato abbiamo commesso l’errore di sottovalutare queste realtà».

Ecco allora la lunga serie di assemblee di zona e ieri sera a Mirandola c’è stata l’ultima delle dieci per la provincia di Modena. Complessivamente sono stati 135 incontri in cui non si doveva soltanto valutare un bilancio così sofferto come l’ultimo, in vista dell’imminente assemblea generale, ma anche fornire nuovi strumenti per le strategie aziendali future.

«E devo dire - continua Turrini - che non sono mancate le critiche, in linea di massima costruttive, ma ho anche potuto percepire fiducia sia nei nostri confronti sia nelle scelte che stiamo attuando. E tutto questo lavoro non deve restare lettera morta: ho dato disposizione perchè la sintesi di quanto è emerso venga subito analizzata con la convocazione immediata dei nostri direttori».

Poi il presidente vuole evidenziare la partecipazione a queste assemblee di zona: «Erano oltre duemila i soci presenti ai dieci incontri della provincia di Modena, relatà per noi fondamentale, con un incremento significativo, oltre il 4 per cento rispetto al 2018. È capitato che quasi e mezzanotte fossimo ancora lì a discutere di critiche e proposte dei nostri soci. Mi ha colpito, per fare un esempio, un socio di 91 anni su sedia a rotelle che ha spiegato quali erano gli errori che non dovevamo ripetere. Ma è davvero importante che siano stati espressi fiducia e gradimento per la rinnovata attenzione ai format più piccoli». —

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