Sfida all’ultimo voto cercando gli indecisi tra Frazioni e 5 Stelle
Il Pd perde maggioranza e invulnerabilità, Amicucci e la coalizione sono al 30% Nessun candidato si sbilancia e dice: «Vinceremo». No comment dei piccoli
Appiccicosa come l’aria calda arrivata all’improvviso anche la lunga campagna elettorale finisce per estenuare i suoi protagonisti.
La sfida tra Gianni Gargano e Modesto Amicucci, duellanti all’ultimo voto nel ballottaggio di domenica, sposta di quindici giorni un appuntamento che il centrodestra definisce storico. La ragione? Il centrosinistra ha perso di colpo la maggioranza assoluta, passando dal 52 al 42% di consensi, con il boom di dieci liste civiche, anche se alcune a sostegno dei due contendenti.
Ma oltre all’invulnerabilità perduta le milizie elettorali radunate attorno al Pd fanno oggi i conti con un dissenso diventato maggioranza.
«Dobbiamo recuperare nel secondo tempo, la partita è dura ma abbiamo un tifo esplicito da cittadini di ogni provenienza - infonde fiducia Gianni Gargano, che martella riunione dopo riunione sui numeri - Dobbiamo recuperare, abbiamo già 12 punti di vantaggio su Amicucci».
Già, lo sfidante. Nato nella città dei confetti, Sulmona a poca distanza dall’Aquila, con l’arruolamento in Finanza ha fatto una scelta di vita che l’ha portato a Castelfranco dove ha messo su famiglia, mantenendo il lavoro a Bologna. Ma il paese gli è entrato nel cuore e ha battuto le campagne metro per metro per seguire la vita degli uccelli selvatici. «L’oasi di Manzolino è poco o nulla valorizzata - s’infervora mentre parla - Eppure lì si fermano esemplari rarissimi, in quell’area naturalistica sarebbe un’attrattiva turistica eccezionale».
Progetti, accuse e recriminazioni s’incrociano nelle conversazioni in polisportiva, tra gli amici, al bar come sui posti di lavoro. «Siamo ai tempi supplementari - dice Mirko, operaio alla cavazzona - Ho un amico che fa campagna elettorale da due mesi. È sfinito».
Ma i cittadini, ovvero i tifosi, sono tanto stanchi quanto curiosi di sapere chi vincerà. Decisivi saranno quelli che sono fuori dai giochi, votando le civiche e che non hanno fattoneppure un consigliere. Certo, un terzo dell’elettorato ha incrociato le braccia e non si è neppure recato alle urne. Come nel resto della provincia.
Prendiamo la lista Frazioni e Castelfranco. A seconda di chi vincerà e del meccanismo elettorale, potrebbe avere uno o due rappresentanti in consiglio comunale. Con 1.769 voti e oltre il 10% rappresenta quei cittadini che mettono al primo posto la difesa del territorio contro le cave di ghiaia che mangiano la terra e tutto quello che c’è sotto, lasciando voragini-fantasma. La portavoce storica, Silvia Santunione, avvocato, è al terzo mandato. «Niente da fare, la parola ai cittadini - dice - Lo abbiamo scelto assieme con i cittadini che ci sostengono nelle assemblee. Nel ballottaggio ognuno sceglie secondo coscienza». Al suo fianco un altro “diecipercento” che rifiuta la logica dello schieramento, i Cinquestelle guidati da Ugo Piacquadio. Saranno i loro elettori a fare la mossa decisiva? E poi c’è la sorpresa dell’avvocato Francesco Boccia, 700 voti che con Obbiettivo Castelfranco, che vorrebbe pesare anche oltre il 9 giugno. Il debutto di un professionista che parte da zero, ufficialmente senza sponsor e che di botto supera il 4% ha fatto pensare molte persone.
Forse per la prima volta un paese cresciuto di corsa, con gli abitanti quasi raddoppiati in un decennio, scopre che i sikh col turbante fanno la fila per i selfie con Salvini oltre che mandare avanti le stalle.
O che la cittadina è diventata un albergo: ogni anno 1500 persone cambiano residenza, in entrata o in uscita. E i nuovi arrivati, in grande maggioranza italiani, si sentono ospiti in un paese dove non sono cresciuti e dove i figli non hanno amici se non quelli di scuola. Come una porta girevole, mese dopo mese i nuovi entrati rimpiazzano chi ha fatto le valigie. Ma vivere con le valigie sempre pronte per il trasloco non crea un senso di appartenenza.
«È un problema che non mi tocca - dice Daniele, trasfertista di 25 anni che con Mauro, 26 anni e camionista, mangia sempre fuori casa - Parto la mattina e torno la sera. Castelfranco è il posto dove abito, non dove vivo. Tempo per conoscere gente, qui, non me ne avanza». —
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