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«Dati incoraggianti, ma il vero problema ora sono gli affitti»

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«Dati incoraggianti, ma il vero problema ora sono gli affitti»

Vosino presidente della federazione dei mediatori: «Per il futuro sarà fondamentale saper ristrutturare»

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«Soddisfatti sì, ma non siamo ancora tornati ai livelli antecedenti la crisi».

Questo, in estrema sintesi, il commento sui dati del mercato immobiliare 2018 di Raffaele Vosino, presidente provinciale di Fimaa Modena (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari). «I dati ci dicono che la situazione è molto positiva per quanto concerne la città, la fascia pedemontana e la zona di Carpi. Quindi la parte più ricca della provincia, dove la densità demografica è più elevata e i servizi maggiori».

Gli aspetti sociali vanno di pari passo con il mercato: «Se pensiamo a Modena dobbiamo sottolineare l’aumento della vocazione universitaria della città e l’ampliamento di alcune multinazionali, tutti fattori che favoriscono il mercato con prezzi che si mantengono stabili. Ma si solleva un’altra problematica, ovvero gli affitti. L’offerta non soddisfa più la domanda. Questo per diverse motivazioni. Ad esempio l’aumento del turismo ha spinto alcuni proprietari a trasformare gli immobili in case vacanza, tramite il sistema Airbnb (una piattaforma online tramite la quale si possono reperire facilmente bed and breakfast in tutto il mondo, ndr). Quindi chi oggi ha un’esigenza lavorativa o viene a Modena per studiare all’università fa davvero fatica a trovare una locazione. E i pochi immobili disponibili sono volati alle stelle».

Tornando alla compravendita, Vosino evidenzia come il mercato, seppur in ripresa, non possa essere paragonato agli anni precedenti al 2007: «A livello nazionale si arrivava a volumi superiori alle 800mila transazioni. Nel 2012 abbiamo toccato il fondo con il 70% in meno, quindi circa 340mila. Contiamo di chiudere a livello nazionale tra le 580 e le 600mila compravendite. Tutto è stato possibile anche grazie all’apertura degli istituti di credito, obbligati dalla Bce ad erogare denaro necessario per acquistare gli immobili».

Sul futuro idee chiare: «Occorre ristrutturare il patrimonio immobiliare esistente: la maggiore parte risale agli ’50, ’60 e ’70. E oggi le esigenze sono diverse rispetto al passato. La popolazione è sempre più longeva e quindi appartamenti al terzo piano senza ascensore non sono più appetibili per le persone anziane. Poi perché le giovani coppie ora non chiedono più appartamenti con tre stanze, ma alloggi da 60/70 metri quadri. Altri aspetti di rilievo sono il verde nei quartieri e la grande attenzione ai parametri antisismici». —

GIB

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