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Il “fantasma” incendiario svanito dalla comunità

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MIRANDOLA. La rete investigativa che la Procura di Modena ha esteso a Roma restituisce nuove sorprese sul fantasma di Mirandola, il magrebino 18enne che ha dato fuoco al comando dei vigili, provocando la morte di due persone e l’intossicazione di altre.

Tra gli innumerevoli alias (nomi, date di nascita e nazionalità false) che l’uomo ha collezionato, con quello di Ayoub Boulaim, nato in Marocco il 5 giugno del 2003 (quindi minorenne), era stato accolto fino al 20 maggio scorso in una struttura di accoglienza “Equality”, comunità educativa di Monte Vidon Corrado di Fermo.

È da lì che era scappato, dal momento che con un altro nome (da algerino maggiorenne) gli era invece stata notificata una espulsione, che avrebbe dovuto eseguire spontaneamente entro il 22 maggio.

Così il fantasma, che a Mirandola ha detto di chiamarsi invece Otman Boraja si è allontanato, raggiungendo in treno Bologna e poi prendendo un treno per andare al Brennero, dal quale è sceso “spontaneamente” a Camposanto. Dove è stato trovato per strada, portato all’ospedale. Da dove è fuggito provocando una tragedia.

Ora, come noto, deve restare in carcere, per decisione del Tribunale della Libertà. Prima del processo sarà sottoposto a perizia. Le indagini per ora si concentrano su di lui. La questione della inquietante facilità con cui è entrato nel comando di polizia municipale di via Roma potrebbe infatti in sfociare in accertamenti paralleli di carattere penale. —

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