L’artista Daniel Bund insegna ai giovani l’anima della pittura
C’è chi lo segue da tempo come Caterina, che non si è fatta scappare l’occasione di averlo come insegnante. E c’è chi – come Adam – non sapeva neppure chi fosse, «d’altronde credo che Carpi sia la città che mi conosce meno». La prende a ridere Daniel Bund, l’artista carpigiano che dopo aver sedotto con le sue opere inconfondibili la Trudi ha conquistato il rapper Tormento che nel suo ultimo singolo di successo “Acqua su Marte” con J-Ax ha indossato una t-shirt della sua collezione firmata per la QB24.
Nel mezzo ci sono le mostre (ne inaugura un’altra il 15 giugno), l’esperienza europea con il concorso “Elba, The Napoleon Experience”, l’impegno per il sociale. L’ultima tappa è il Bund Lab che ogni martedì – allo “Spazio giovani Mac’é” – permette di approcciarsi alla pittura: «L’idea di fondo non è insegnare solo le tecniche base per dipingere, ma trasmettere il messaggio che si può coltivare l’idea di fare l’artista», spiega Bund.
E così gratuitamente dal 7 maggio – con la sua compagna, la cantante Giulia Tosoni (non per altro in città sono soprannominati D&G ) – il Bund Lab ospitato nello spazio comunale è una palestra per dipingere, ma è soprattutto un luogo per imparare a sognare: «In questi ragazzi, carichi di entusiasmo e voglia di imparare rivedo il Daniel adolescente che voleva diventare un’artista – rivela – Mi ha sorpreso la loro bravura, la loro voglia di mettersi alla prova senza remore o insicurezze».
Ne sa qualcosa, ad esempio, Eleonora, una delle “miss spugnettine («da quando ha scoperto la tecnica del dipinto con la spugnetta non l’ha più lasciata»). L’idea di partenza era realizzare almeno qualche opera prima della chiusura del ciclo di incontri. Ad appena 2 settimane dall’avvio dei lavori erano già quattro le opere concluse, dipinti realizzati dai ragazzi che hanno lavorato su una base di disegno condivisa: «Esperienza bellissima, ho conosciuto nuovi amici, trascorso ore in armonia e imparato tantissimo»,spiega Caterina, 22 anni. Adam ne ha invece 15, non aveva mai preso un pennello in mano, dopo poche ore ha scoperto di avere un vero e proprio talento: «Sarà il classico caso dell’allievo che supera il maestro» scherza Bund, che ha ora in mente di portare in piazza le opere dei ragazzi con un evento musicale (Tormento ha già dato la sua disponibilità) che coinvolga anche altri ragazzi del Mac’è: «Di iniziative simili ne facciamo da tempo, ma del Bund Lab ci ha sorpreso il modo con cui si è riusciti a trovare da subito la giusta empatia con i ragazzi – spiega Giorgia Pagano. Il murales con la scritta “Mac’è” sarà donato al centro. —
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