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Politica e social, così Muzzarelli si è imposto

Andrea De Carlo
Politica e social, così Muzzarelli si è imposto

Ha investito ottenendo grande visibilità. Bene anche Giordani e Prampolini. Promossi e bocciati della campagna elettorale

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Da qualche anno a questa parte i social hanno rivoluzionato il modo di fare politica. Dall’elezione di Trump, la comunicazione riguardante temi che stanno a cuore all’elettorato si è fatta largo, trovando ampi consensi anche tra i politici italiani, in particolar modo in zona Lega. Salvini, con il suo pool di Social Media Manager, ha adottato diverse strategie social “trumpiane”, tra cui il concorso a premi, l’utilizzo costante di video, una spesa di centinaia di migliaia di euro annuali in pubblicità tra Facebook e Instagram, ma soprattutto la costante presenza sulla “bacheca” di Facebook e Instagram a suon di foto, dirette, selfie e video.

La schiacciante vittoria alle europee del leader leghista è, secondo molti, in buona parte dovuta proprio al sapiente utilizzo dei social.

Così ci siamo posti una domanda: la comunicazione online ha influito anche sulle elezioni comunali a Modena? Prendendo in esame i 30 giorni prima della chiusura della campagna elettorale, ecco l’analisi del comportamento social di ciascun candidato.

SEMPRE IN BACHECA

Giancarlo Muzzarelli: partiamo subito con il vincitore. Nell’ultimo mese Muzzarelli ha puntato molto sui social, con tutta probabilità affidandosi a un team esperto delle principali piattaforme. I dati pubblici di Facebook (ads Library) parlano di una spesa pubblicitaria di oltre 2000 euro da marzo a maggio, di cui 786 spesi negli ultimi 7 giorni. Ciò gli ha permesso di raggiungere tutti i modenesi, cosa che non avrebbe certo potuto fare senza investimento sui social. Il neoeletto ha pubblicato una media di quasi 4 post al giorno, ricevendo il picco di apprezzamenti (2047 “mi piace”, 600 commenti e oltre 800 condivisioni) in un video diretto al Ministro Salvini. Il profilo è un mix di contenuti in formato video e foto. I video sono incentrati su un dialogo tra Muzzarelli e l’elettorato, mentre le foto tendono a mettere in risalto le persone, gli elettori: i modenesi.

Il sindaco si è dimostrato capace di usare anche la piattaforma più in voga tra i giovanissimi: Instagram. Tra post quotidiani, storie e hashtag, Muzzarelli si è reso simpatico e vicino anche alla fascia più teen.

Andrea Giordani: oltre tre post al giorno anche per il candidato sindaco dei Cinque Stelle, che si è dimostrato attento all’utilizzo del mezzo da parte del fratello maggiore Di Maio. Il formato video è quello in assoluto preferito da Giordani, con clip brevi, chiare e che hanno messo al centro proposte e candidati interni alla lista pentastellata. Interessante l’idea di utilizzare le dirette, ma con due pecche evidenti: eventi trasmessi per troppo tempo (una diretta ha addirittura superato l’ora e mezza) e un audio bassissimo, a tal punto che qualche utente ha lamentato l’assenza di suono proprio a diretta in corso. Il post più apprezzato è un selfie di due elettrici con lo sfondo del manifesto di Giordani, seguito con pochi “mi piace” in meno da una foto col ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Male la gestione del profilo Instagram: solo 12 foto postate nell’ultimo mese e scarsa interazione con i modenesi.

Stefano Prampolini. Pur discostandosi anni luce da Matteo Salvini, per ovvie ragioni di team e di budget, Prampolini sui social si è mosso discretamente bene. Tra le scelte azzeccate c’è quella di pubblica più di due post al giorno, i video con il candidato in primo piano intento a spiegare i punti del suo programma in maniera diretta e infine la pubblicazione di articoli di giornali locali in cui viene citato il suo impegno quotidiano per la campagna elettorale. Nonostante la foto con “Il Capitano” gli frutti oltre 380 “mi piace“, Prampolini ha dimostrato qualche limite nell’utilizzo di Instagram e nella mancata rappresentanza tra i suoi post pubblicati di modenesi o aneddoti riguardanti la modenesità.

strategie diverse

Carolina Coriani, Cinzia Franchini, Sergio Celloni, Luca Ghelfi: benino in generale sull’utilizzo dei social, male se scendiamo nel particolare. Analizziamo un pro e un contro lato social per ciascun candidato.

Se sulla pagina Facebook ha dato positivamente spazio alla gioventù dei suoi candidati in lista, la Coriani ha puntato poco sulla sua immagine come sindaca, evitando tra l’altro di utilizzare formati accattivanti (esempio video o caroselli di foto) per un elettorato giovane di cui lei è parte attiva.

La Franchini si è dimostrata molto propositiva verso Facebook, pubblicando video ben realizzati e tenendo quotidianamente aggiornata la pagina, ma ha chiuso le porte ai giovani non considerando Instagram e si è fatta penalizzare dall’algoritmo di Facebook, condividendo spesso link che portavano ad articoli esterni alla piattaforma, cosa che a Facebook proprio non piace. La “penale”? Il social ha abbassato la visibilità di quelle pubblicazioni, non permettendo di raggiungere il pubblico raggiungibile con una foto o ancor meglio con un video.

i “tradizionalisti”

Fanalini di coda a pari merito Celloni e Ghelfi. Ci hanno provato e si sono impegnati, ma è evidente che hanno preferito metodi più tradizionali, come l’incontro di persona con i banchetti o i manifesti affissi in città.

Insomma, diversi spunti social hanno accompagnato anche le elezioni Comunali; al di là del risultato e del parere di ciascun elettore una cosa è evidente: i social network usati con intelligenza e competenza sono in grado di accompagnare un utente verso una piacevole esperienza, sia sul nazionale, sia sul locale. Quanto incida concretamente questa esperienza, ormai, non è più un mistero: dati alla mano, i social diventano sempre meno marginali e sempre più decisivi. Anche in politica. —



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