«Complesso realizzato pensando al paesaggio»
SASSUOLO. Giancarlo Floridi è uno degli architetti di Onsitestudio che con Angelo Lunati ha curato il progetto seguendo criteri ben precisi legati al paesaggio: «Quando siamo arrivati c'era l’albergo Ca’ Marta e tanta campagna, quest’area era l'ultimo pezzo di campi. Era bello sapere che i campi agricoli potessero diventare campi da gioco, che mantenessero l'unità di questo paesaggio, ci interessava riconfermarne il vuoto. Parlando con Squinzi ci si domandava che forma potesse avere l'edificio, abbiamo fatto questa proposta e la scelta è stata radicale. Era stimolante pensare che fosse la casa del Sassuolo, ma anche un posto dove si producono giovani campioni, quindi ecco il riferimento alle fabbriche o alcuni elementi che hanno la forma delle navate degli edifici religiosi. Volevamo proporre un edificio che risuonasse con qualcosa che è già nel territorio, qualcosa di contemporaneo e antico. L'edificio ha preso la forma dei programmi che lo contengono e da ogni punto si vedono i campi da gioco. La ripetizione della struttura e l’unità del materiale dell’edificio fanno riferimento alle architetture funzionali agricole o industriali delle barchesse o delle fornaci che caratterizzano il paesaggio emiliano. Usando materiali semplici e solidi, e mettendo in evidenza la struttura che lo costruisce, anche all’interno, l’edificio trasmette valori di forza, sobrietà e durata, in analogia ai valori espressi dal Sassuolo Calcio».
A realizzare il Mapei Football Center la Colombo Costruzioni, la stessa del Bosco Verticale e della Torre Allianz a Milano e del complesso industriale Philip Morris a Bologna. —
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