Ecco il Mapei Football Center, gioiello di Squinzi per Sassuolo
Inaugurato il centro sportivo all’avanguardia di 45.000 mq a Cà Marta con sei campi da gioco e un edificio di tre piani
SASSUOLO «A Squinzi i sassolesi dovrebbero costruire un monumento da vivo!». Come dar torto all’escalamazione di uno dei tanti giornalisti non modenesi presenti ieri all’inagurazione del Mapei Football Center, 45mila metri quadri di centro sportivo costato 12 milioni di euro e realizzato nel giro di un paio d’anni. Squinzi ha sguinzagliato i suoi architetti in giro per l’Europa a studiare i centri sportivi di grandi club traendo ispirazione soprattutto da quello del Bayern Monaco. E dal dire al fare, con Squinzi, il passo è breve. «La burocrazia è uno dei freni del nostro Paese - ha detto - ma bisogna crederci e andare avanti».
LA CILIEGINA
Con quest’opera il patron conferma la filosofia aziendale della Mapei applicata al calcio: investimenti per ottenere risultati duraturi nel tempo. Alla faccia di chi, ciclicamente, parla di disimpegno degli Squinzi. In realtà questa famiglia da sette anni mantiene il Sassuolo in serie A (compresa una puntatina in Europa Legaue), possiede uno stadio di proprietà con licenza Uefa (seppur a Reggio Emilia) oltre ad aver risistemato il vecchio Ricci dove dalla prossima stagione giocheranno le donne e la Primavera. Ciliegina sulla torta il centro sportivo. Una roba clamorosa “da fare invidia non solo ai club italiani ma anche ai club europei” dice orgoglioso Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo. D’altronde qui non ci sono discussioni: il club sarà pure piccolo, senza grande tradizione e con pochi tifosi, ma chi lo gestisce pensa in grande, alzando l’asticella sempre più verso l’alto anche dal punto di vista strutturale.
Ieri all’inaugurazione erano presenti sia il vecchio sindaco Pistoni che il nuovo Menani. Per la capitale delle piastrelle questo è un grande regalo, nato grazie a una convenzione tra il Sassuolo Calcio e l’amministrazione di Sassuolo, in virtù di una concessione di durata quarantennale di un’area di proprietà comuinale a Cà Marta. Squinzi l’ha sfruttata nel migliore dei modi realizzando un centro sportivo che servirà alla prima squadra e alle giovanili neroverdi ma che, in parte, verrà messo a disposizione anche di realtà sportive locali.
SOGNO REALIZZATO
«Un sogno che si è tramutato in realtà» - spiega il sassolesissimo Carlo Rossi che quando divenne presidente della società neroverde nella stagione 2003-2004 il club aveva solo due squadre giovanili. Ora sono 21, tra maschile e femminile. «Questo centro sportivo darà lustro e prestigio non solo al club ma anche alla città di Sassuolo - assicura Rossi. Sarà anche un punto di incontro con i tifosi e il territorio attraverso le molteplici iniziative e i progetti di integrazione che il Sassuolo Calcio vi organizzerà».
La struttura prevede 6 campi da gioco, di cui uno con tribuna coperta da 170 posti, che vedranno convivere gli allenamenti della prima squadra e del settore giovanile, un edificio principale e due edifici minori di servizio. L’edificio principale di 6mila mq, la cui facciata ricorda quello di una cattedrale a tre navate, si dispone tra due campi da calcio e ne prende la misura. Un parallelepipedo nero che si riflette idealmente sul verde di campi a ribadire i colori del Sassuolo. Al piano terra le funzioni pubbliche e la prima squadra, al primo piano le squadre giovanili e al secondo gli uffici della società. All’interno c’è di tutto e di più: palestre, spogliatoi, magazzini, aree per la fisioterapia e uffici con piastrelle e resine rigorosamente verdi, una piscina, sale riunioni e spazi relax. Il tutto abbracciato da vetrate che danno direttamente sui campi.
Ma non è finita qui. Manca la foresteria e a breve la “lacuna” verrà colmata: Squinzi è in procinto di annunciare anche l’acquisto dell’adiacente Hotel Cà Marta. —
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