Gazzetta di Modena

Modena

dopo il caso “don caccia” 

La Lega attacca don Antonio «Fa campagna anti- Salvini»

S.A.

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Il caso “don Caccia” lascia viva una scia di polemica. Don Ermanno ha rassegnato, nelle scorse settimane, le dimissioni da direttore del periodico diocesano Notizie. Questo dopo aver scritto, a firma Ercamo, un articolo di elogio all’operato del ministro dell’Interno Matteo Salvini. A schierarsi, tra i primi, contro don Ermanno e la pubblicazione di quel pezzo sul settimanale è stato don Antonio Dotti, parroco di Limidi. Il don ha affermato che Salvini e la Lega no incarnano i valori cristiani. E ora l’ex candidata a sindaco, ora consigliera comunale, del Carroccio di Soliera Cristina Po attacca il presule della frazione.

«Leggendo quanto lei ha scritto giorni fa a commento della ben nota vicenda dell’articolo pubblicato sul periodico diocesano da don Ermanno Caccia - scrive Cristina Po - e vedendo ciò che lei pubblica su Facebook, non ho potuto esimermi dal manifestare la mia disapprovazione verso il suo metodo e metro di giudizio. (...) Quindi due pesi e due misure: critica a un sacerdote pro-Salvini, ma debordante campagna anti-Salvini. Manifesto la mia totale disapprovazione verso chi, come lei, veste gli abiti del sacerdote e dal suo pulpito virtuale (ma a dire il vero pure dal suo pulpito reale, in parrocchia a Limidi...) lancia messaggi politici inequivocabili, volti a criticare una parte politica a lei avversa. Non è sicuramente opportuno, un sacerdote dovrebbe essere sempre una figura super partes». Don Antonio, interpellato, non intende rilasciare dichiarazioni. Prende nettamente le difese del parroco il sindaco di Soliera Roberto Solomita: «A Limidi Don Antonio, cui voglio esprimere la mia piena solidarietà, stima e vicinanza, sta facendo un lavoro straordinario con il suo impegno concreto per la cultura, la legalità, i giovani e i più deboli, impegno che si è concretizzato in tanti progetti su cui abbiamo spesso lavorato insieme, amministrazione e Parrocchia. E continueremo a collaborare». —

S.A.

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