Modena, al parco Amendola la presenza dei ratti diventa un problema
Cresce la preoccupazione tra i frequentatori dell’area La proliferazione favorita da chi porta il cibo agli animali
MODENA. Vivono nei bassifondi del parco Amendola. Sfruttano l’avvicinarsi del tramonto per andare in cerca di cibo. I più spavaldi vanno a caccia anche in pieno giorno.
Forse meno temuti dei “cugini” di appartamento, stanno trovando un habitat favorevole nel laghetto a nord dell’area verde. Non si tratta di semplici topi, ma di veri e propri ratti che hanno rosicchiato uno spazio nella catena alimentare locale. Domenica sera due esemplari sono stati avvistati mentre si contendevano briciole di pane lungo il versante orientale dello specchio d’acqua. Uno di loro aveva già rosicchiato una buccia di arancia, gentile concessione (ignara) da parte di un altro personaggio della storia: l’uomo. A poco sembrano valere i divieti. «È vietato alimentare la fauna selvatica presente nei parchi e nei giardini pubblici», si legge in un foglio affisso su un albero. Seguono sanzioni variabili dai 25 ai 150 euro.
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Eppure, gli esempi contrari non mancano. I pescatori raccontano di famiglie che si avvicinano con sacchetti pieni di cibo. Molliche e mangimi destinati ad anatre e piccioni, ma che non sono consumati completamente. Così si presenta l’occasione per il ratto perfetto. Senza dimenticare i picnic, più frequenti con l’approssimarsi di primavera ed estate. Occasioni per banchettare all’aria aperta, se non fosse che qualcuno “dimentica” sull’erba tracce alimentari (talvolta anche lattine e scontrini). Un bottino prelibato per chi ha già messo radici nell’area. I pescatori presenti ieri pomeriggio ne hanno già identificato diverse tane, posizionate sui lati lunghi del laghetto. Dalla loro descrizione si apprende che la maggior parte dei rifugi è posizionata a pelo d’acqua; tuttavia, non mancano coloro che seguono le orme di altri roditori come gli scoiattoli per prendere casa in un albero. Qualche pescatore ha fatto autocritica, identificando nelle esche usate per cercare i pesci un richiamo per i ratti. Qualcun altro invoca l’intervento del Comune per consentire l’immissione di nuovi pesci. Una mossa per sottrarre cibo ai roditori e incentivare la loro passione. —
G.F.
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