«Ospedale, lavoro e ascoltare gli altri Queste le priorità del mio mandato»
Parla il sindaco Alberto Bellelli rieletto con il 61,4 % dei voti «Abbiamo superato gravissime difficoltà dopo l’inchiesta»
Walter Schepis era uno dei responsabili a livello nazionale della Sinistra giovanile. Aveva 27 anni quando morì a causa di un incidente stradale, nel 2004. Un lutto gravissimo, che ha lasciato un profondo vuoto nei dirigenti della formazione politica. Tra i principali protagonisti della Sinistra giovanile modenese c’era Alberto Bellelli, legato a Schepis, originario di Taurianova, da una profonda amicizia. Nelle scorse settimane, il padre di Walter, ha chiamato Bellelli dicendogli che stava portando avanti una sottoscrizione a sostegno della sua campagna elettorale. La commozione è inevitabile. E quando nella notte è arrivato il risultato che ha decretato la vittoria, Alberto Bellelli non ha avuto dubbi su chi fosse la persona alla quale dedicarla. «Walter ha vissuto qui con noi gli anni della Sinistra giovanile - ha detto commosso il sindaco Bellelli, davanti al municipio, pochi minuti dopo la sua rielezione - In questi mesi, a Carpi, abbiamo combattuto nemici molto più grandi dei nostri avversari politici, abbiamo lottato per conquistare la buona politica. Sentirmi dire da un padre che voleva sostenere la mia campagna elettorale perché considera la nostra città un simbolo è stato motivo di orgoglio enorme. E io qui non mi sono mai sentito solo».
Il sindaco Alberto Bellelli è stato riconfermato con il 61,40% dei voti (17.075) contro il 38,6% della sua avversaria Federica Boccaletti (10.734). Prima dei festeggiamenti alla birreria Nonno Pep il primo cittadino ha stappato una bottiglia dopo il discorso davanti a Palazzo Scacchetti, sulle note di Vasco, ed è stato letteralmente innaffiato di spumante dai Giovani Democratici.
Sindaco, avevate qualche timore per questo ballottaggio?
«Avevamo un timore, dal punto di vista elettorale: che il risultato del primo turno, il 48,01%, mettesse in un’eccessiva tranquillità il nostro elettorato. Rischio che non si è verificato. E devo ringraziare tutta la coalizione, perché dal giorno dopo il 26 maggio la campagna elettorale è proseguita».
L’astensionismo è stato elevato, quasi il 50%. Si poteva fare di più?
«È stato, in realtà, un risultato straordinario. Vorrei ricordare cos’è stata Carpi a dicembre. L’inchiesta, assieme una serie di cose che hanno messo in gravissima difficoltà il modo di fare politica... C’è stata una reazione e il risultato lo conferma: è prevalso il noi della buona politica».
Pensa di aver attratto elettori di altri schieramenti al secondo turno?
«In questo risultato ci sono tanti elettori che hanno fatto scelte diverse al primo turno rispetto agli schieramenti che si sono confrontati al ballottaggio. Ed è un ragionamento che dobbiamo sviluppare. Politicamente, penso ci sia il segnale di una voglia di cambiare. E Carpi ha scelto di cambiare veramente e non solo di facciata».
In che cosa la campagna elettorale è stata diversa dal 2014?
«Ci è stato chiesto un modo diverso di fare politica, messo in atto in questi mesi. Lo proseguiremo con il rapporto quotidiano con i cittadini. Ci butteremo in un lavoro fittissimo per stringere il patto per il lavoro, ci attende il tavolo con la Regione per il nuovo ospedale».
E riguardo alla giunta?
«Confermo l’interesse per nomi girati nei giorni scorsi, poi vedremo. Non è facile costruire una giunta con competenze, ma chiedendo alle persone di demansionarsi rispetto ai lavori che stanno svolgendo«.
All’inizio del primo mandato lei è stato al Campo di Fossoli. Quale sarà il primo luogo dove andrà ufficialmente stavolta?
«Mi recherò in piazza davanti alla lapide posta in ricordo dell’eccidio. E andrò a trovare il comandante Diavolo. Chiari segnali della continuazione nel solco delle nostre radici antifasciste». —
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