Gazzetta di Modena

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stasera alla parrocchia di via alghisi 

Arriva Grégoire, l’africano dell’anno «Libero i malati psichici dalle catene»

S.A.

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«Chiedo ai carpigiani un sostegno per aiutare i malati psichici in Africa: lì sono considerati indemoniati. Sono imprigionati in catene. Invece vanno instradati verso un lavoro, perché il trattamento peggiore con cui si può trattare un uomo è non facendogli fare nulla. E in certi paesi europei è così».

Grégoire Ahongbonon, “africano dell’anno” nel 2018, è originario del Benin. Negli anni ha curato e accolto 60mila persone con problemi psichici in Africa occidentale: ha aperto centri in Togo, Benin e Costa d’Avorio. Stasera sarà ospite della parrocchia di San Bernardino Realino, in via Alghisi, alle 21.

Qui Grégoire, detto il “Basaglia d’Africa” per la vita dedicata ai malati di mente, racconterà la sua pluridecennale esperienza con i malati mentali in diversi paesi africani a partire dalla sua biografia: Grégoire. Quando la fede spezza le catene (Editrice Missionaria Italiana).

«La storia dei malati psichici assomiglia molto alla mia - racconta Grégoire - A un certo punto ho perso tutto ed ero sull’orlo del suicidio. Poi ho conosciuto la chiesa che mi ha sostenuto grazie a un prete missionario che mi ha portato in pellegrinaggio a Gerusalemme. Da quel viaggio mi sono ripromesso di ritrovare il mio modo di aiutare il prossimo. Un giorno, in Costa d’Avorio, ho incontrato un malato di mente, nudo, per strada, cercava cibo nell’immondizia. Ho capito che la mia strada era quella di aiutarlo: non sono un guaritore, un medico. Io riparavo le gomme. Ho iniziato così a girare di città in città, trovando e curando malati, i quali hanno aiutato altri ammalati. Incatenate agli alberi, che gridavano le loro sofferenze. In Costa d’Avorio ci sono soltanto due ospedali psichiatrici: in Benin uno. Non dobbiamo avere paura di loro: a volte è più facile vivere con i malati di mente che con chi si professa sano».

La ricetta di Grégoire è quella di fornire loro «un lavoro, sono capaci di fare qualsiasi mestiere. Quando noi non diamo loro fiducia provochiamo la loro sofferenza. Siamo noi a dovere cambiare atteggiamento nei confronti dei malati psichici e modo di vederli». —

S.A.

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