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Carpi, Consarino: "Il Pd non ha nulla da festeggiare, dovrebbe ammettere le colpe"

Carpi, Consarino: "Il Pd non ha nulla da festeggiare, dovrebbe ammettere le colpe"

Il duro attacco del consigliere uscente del Partito democratico: "E' stato il Pd a portarci al ballottaggio con la Lega"

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CARPI. Proseguono le polemiche sul voto. Dopo la bufera tra Lega e Movimento 5 stelle arrivano le critiche anche dall’interno del Pd. A sollevarle è Ruggero Consarino, consigliere uscente del Pd, che, riguardo alla festa per la rielezione del sindaco sottolinea “non c'è niente da festeggiare, ma se il pericolo scampato davvero c'era sarebbe stato meglio ammetterne le colpe ed espiare in piazza, non festeggiare; fare penitenza in piazza per averci fatto rischiare così tanto, che so... battersi il petto con un cuscinetto di spilli o girarvi intorno autoflagellandosi. Perché se vogliamo proprio guardarla da un'ottica oggettiva dovremmo ammettere che a costringerci a un diabolico ballottaggio con la Lega sia proprio stato quel Pd, il meno peggio del panorama politico, gravido di esponenti così maldestri e incapaci da offendere spesso il comune senso del pudore. Come è stato possibile che nelle brillanti esposizioni elettorali del nostro sindaco non sia mai trasparso lo smacco di non avere intuito quanto infidi e spregiudicati fossero alcuni collaboratori di cui per scelta si era circondato? Che dalle sue parole non sia mai filtrata l’ammissione di colpa di non avere imposto una naturale prevalenza di ruolo, lasciando assoluta autonomia ad assessori che per loro naturale inclinazione si sono rivelati supponenti e autoreferenziali o al contrario incapaci o solo mediocri?  (…) Non c’è nulla da festeggiare, l’alta astensione è un monito e votare il meno peggio costringerà col tempo a votare il peggio come sta già accadendo. Festeggeremo quando si tratteranno e si svilupperanno con la drammaticità dovuta i temi legati all’inquinamento ambientale da cui siamo afflitti e si imporranno misure drastiche e risolutive per migliorare la qualità dell’aria, per quanto possa contare, inseguendo quella sostenibilità di cui ci si è finora infischiati. Festeggeremo quando si avrà a cuore per davvero la salute dei cittadini vessati da scelte comunali urbanistiche incomprensibili, barattate a favore dell’economia, dei motori e di politiche di traffico ottuse. Festeggeremo quando ci si ribellerà alla retorica furba di attribuirsi meriti di realizzazioni giocati in realtà su contrasti e dialettiche serrate e non si faranno più revisioni quanto mai tardive. Festeggeremo quando ce ne sarà motivo, non c'è niente da festeggiare adesso, se non per farsi compatire.

Federica Boccaletti, candidata del Centrodestra, intanto, respinge al mittente le accuse di Monica Medici. “È vero, lo ammetto, non conoscevo a fondo certi aspetti della realtà politica locale carpigiana – contrattacca Boccaletti - Ora capisco perché il Pd, faticosamente uscito da mille difficoltà, sia comunque riuscito a far rieleggere il suo candidato. Non poteva essere altrimenti. Una ex candidata a sindaco (Monica Medici) che invece di pensare a lavorare per fare opposizione, inventa articolate accuse del tutto infondate con l'unico scopo di denigrare ed offendere la sottoscritta la dice lunga. La stessa che pochi giorni dopo la sua sconfitta offese su Facebook tutti gli elettori che non l'avevano votata. Non rispondo nel merito delle offese, sarebbe davvero fuori luogo. Io penso alla città, una città che merita serietà e rispetto da chi la amministra, ma anche da chi siede all'opposizione”.

 

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