Muzzarelli vede “rosa” Pinelli al Welfare e Baracchi alla Scuola
Presentata in anticipo la nuova squadra di governo per i prossimi cinque anni Cavazza resta vicesindaco, i Lavori Pubblici a Bosi, la Cultura a Bortolamasi
Una giunta talmente “in rosa” da aver bisogno del sindaco per non rischiare di andare sotto la quota del 40% per la rappresentanza di genere (che però in questo caso è quello maschile). Una giunta di conferme, come previsto, perché “squadra che vince non si cambia”, o almeno si cambia il minimo indispensabile per lanciare qualche segnale di discontinuità. Una giunta messa in piedi in tempi da record, e pronta a lavorare - chi avesse già prenotato le ferie è avvertito… - già da venerdì, anche perché «c’è tanto da fare e bisogna farlo subito, quindi faremo tutti poche vacanze», come fa notare “Peter Pan” Muzzarelli. Con due giorni di anticipo rispetto a una promessa ottimista - quella di arrivarci domani, in occasione dell’insediamento del Consiglio comunale - ieri pomeriggio il sindaco di Modena ha presentato la sua nuova squadra di governo. Così, dopo un fine settimana di riflessioni, Gian Carlo Muzzarelli ha preso tutte le decisioni che doveva prendere, presentandosi con la squadra a dieci (un assessore in più rispetto al mandato precedente) a due giorni dall’insediamento dell’Assemblea. Una squadra di grandi conferme, a partire dal vicesindaco Gianpietro Cavazza: nonostante il Pd non abbia chiesto la sua presenza in giunta, il “duca” Gian Carlo ha scelto di tenere con sé il suo numero due in virtù di «un rapporto di fiducia che viene dall’ottimo lavoro svolto». Una prova di forza del sindaco rieletto, insomma, che nei giorni scorsi ha ascoltato tutte le delegazioni delle cinque liste che lo hanno sostenuto, scegliendo poi in massima autonomia (anche rispetto al Pd).
Insieme a Cavazza, nella nuova squadra ci sono anche Anna Maria Vandelli, anche lei considerata in uscita ma poi confermata all’Urbanistica e alle Politiche abitative, così come Ludovica Carla Ferrari, che sarà ancora assessore alla Città smart, alle Politiche economiche, al Turismo e Promozione della città e ai Servizi demografici. Resta nella squadra di Muzzarelli anche Andrea Bosi, al quale viene “scippato” il ruolo di vicesindaco - che sembrava destinato a lui, tanto che ieri l’assessore sembrava… il meno sorridente del gruppo - ma in cambio di una delega piuttosto pesante: quella ai Lavori pubblici e Manutenzione e decoro della città, che si somma al Centro storico e alle Politiche per il lavoro e la legalità, mentre a completare il giro delle conferme è Alessandra Filippi, assessore all’Ambiente e alla Mobilità sostenibile in quota Verdi. Passando ai nuovi ingressi, il segretario cittadino del Pd Andrea Bortolamasi - che lascerà il suo ruolo nel partito dopo le elezioni regionali - sarà assessore alla Cultura, alle Politiche giovanili e alla Città universitaria, mentre Grazia Baracchi, rieletta in Consiglio per il Pd, avrà le deleghe all’Istruzione, alla Formazione professionale, allo Sport e alle Pari opportunità. Passando a Sinistra per Modena, insieme a Bosi la lista che ha ottenuto un ottimo 8% avrà in giunta Roberta Pinelli, ex dirigente scolastica, che come richiesto dalla delegazione avrà una delega molto importante, ovvero quella al Welfare, oltre all’Accoglienza e all’Agenzia casa.
Completa il quadro Debora Ferrari, presidente della lista civica Modena Solidale, che avrà il Patrimonio, i Quartieri, la Partecipazione e la Cooperazione internazionale. Non confermati gli assessori Irene Guadagnini (che entra però in Consiglio alla luce delle nomine Pd e alle relative surroghe) e Giuliana Urbelli, ma soprattutto Giulio Guerzoni, che dopo una breve riflessione ha detto “sì” a Muzzarelli: sarà lui il nuovo capo di gabinetto dopo il pensionamento di Gigi Costi, facendo così dormire sonni tranquilli al “duca” Gian Carlo, visto il rapporto di fiducia che c’è tra i due. Infine, la presidenza del Consiglio: la scelta arriverà domani nella seduta di insediamento, ma ieri Muzzarelli ha fatto sapere di aver proposto alla maggioranza l’ex capogruppo Pd Fabio Poggi. —
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