Nuova giunta: il vicesindaco è Ternelli E Fantini cita il discorso agli ateniesi
PRIGNANO. Discorso di alto profilo nel Consiglio di insediamento, venerdì a Prignano, per il sindaco Mauro Fantini, eletto con il 67,63% dei voti.
In una sala gremita, in gran parte da giovani, ha innanzitutto comunicato la squadra di governo.
Vicesindaco Mauro Ternelli con deleghe a Bilancio e Attività produttive, coadiuvato dal consigliere Augusto Farina. Assessorato a Urbanistica, Edilizia privata e Lavori pubblici all’ingegnere Gessica Sghedoni, che potrà contare sull’apporto del consigliere Luca Piacentini. Alla dirigente scolastica Giuliana Marchetti Istruzione, Cultura, Pari opportunità e Legalità. A Cristian Giberti Politiche giovanili, Sport, Associazionismo e Volontariato. Entrambi saranno coadiuvati dalla consigliera Chiara Babeli. Capogruppo, Dante Macchioni.
«È con emozione e gratitudine che prendo la parola in questa sala – ha esordito Fantini – emozione per la responsabilità del ruolo di sindaco, gratitudine per la fiducia che mi avete accordato: cercherò con tutte le mie forze di esserne degno. Grazie per una campagna elettorale pur vivace ma sempre nel limite del confronto di idee, mai ricorrendo agli attacchi personali che umiliano l’esercizio della democrazia. Noi vogliamo un paese unito, forte e solidale. Diceva don Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica, sortirne da soli è egoismo”. Ci adopereremo per la riappacificazione del paese nella giustizia e nella verità – ha rimarcato – costruire insieme un paese unito, forte e solidale significa abituarsi a un alfabeto che abbandoni parole come pregiudizio, egoismo, intolleranza, demagogia, vendetta. E le sostituisca con dialogo, ascolto, pazienza, mediazione, progetti. Questo farò, perché il mio essere sindaco non sia un'avventura personale ma per tutti noi un meraviglioso viaggio collettivo, al termine del quale il nostro paese sia migliore».
Quindi un’importante citazione: dal discorso di Pericle agli ateniesi del 431 a.C., ritenute «parole antiche ma di grande attualità»: «Qui il governo favorisce i molti invece dei pochi, e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà chiamato a servire lo Stato, ma non come atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce impedimento. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così».
Ed è scattato un lungo applauso. Da parte sua, il capogruppo di minoranza Ennio Bonilauri ha garantito un’opposizione costruttiva «per il bene collettivo». —
D.M.
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