Random, ecco gli abiti dove il riciclo è qualità
“Nulla succede per caso” è un libro che ha dato l’ispirazione a Irene Elena Roliti nell’ideazione del suo marchio di abbigliamento, Random. “A livello artistico e creativo, la casualità non esiste: mi piace pensare che, se posiziono tessuti sul tavolo senza una logica, questi mi diano l’ispirazione per un nuovo progetto”.
Irene, terminati gli studi d’arte, si specializza in modellistica presso l’istituto Carlo Secoli di Bologna. Dopo qualche anno di gavetta decide di trascorrere un anno a Londra dove ha modo di perfezionare l’inglese. Tornata in Italia, nel 2015 apre Random e inizia l’attività nella sua ‘casa-laboratorio’ a Castelvetro, inizialmente da sola, poi affiancata da alcune stagiste. Alla base di Random c’è l’upcycling, un termine nuovo, nato dal unione di “up” e “recycling”, ovvero un riciclo dove il risultato è di qualità superiore (up), al prodotto di partenza. “Il mio desiderio - conclude Irene - è quello di avere il mio laboratorio con una grande vetrina, che permetta ai passanti di vedere e apprezzare come realizzo i miei capi, e quanto accade dietro le quinte dell’Upcycling”. —
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