Elettricità a singhiozzo Rabbia delle aziende Il sindaco sta con loro
PALAGANO. Sembra incredibile, ma in estate e col sole splendente ci sono zone in Appennino ancora attanagliate da problemi sulle linee elettriche. Succede a Palagano e a Monchio in particolare, dove il titolare del maglificio Mucci ieri e martedì ha bruciato altre schede e alimentatori per improvvisi stacchi e attacchi di corrente con picchi che hanno mandato all’aria tutto. Ma sono bruciati in questi giorni anche i sistemi di controllo computerizzato di diverse stalle nella zona, e non solo.
Incredibile da pensare nel 2019, per quello che è un servizio più che primario per chi fa impresa: «Oltre al danno per le schede, tutte le volte che succede si perdono due ore per ripartire con la produzione - spiega il titolare Stefano Tincani - e la maglieria rimasta a metà va buttata. Non ne posso più: sono anni che segnalo i problemi ma non serve a niente. Ho tutti i dipendenti assunti a tempo indeterminato, faccio le cose per bene, do lavoro in montagna permettendo alla gente di restare qui e continuo a essere castigato in questo modo. Questa è l’Italia che deprime le imprese, anziché aiutarle».
Imbufalito il sindaco Fabio Braglia: «Ci sono momenti in cui anche le persone buone e calme perdono la pazienza, e lo fanno quando si sentono prese in giro - avverte - sono anni che segnaliamo ad Enel distribuzione il problema di continue interruzioni e sbalzi di corrente che causano ingenti danni alle ditte del territorio. Abbiamo fatto più incontri con i responsabili tecnici, ricevendo sempre rassicurazioni e promesse. Ma è mai possibile che in questo Paese conti di più promettere e fare bei discorsi che risolvere i problemi?». —
D.M.
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