Gargano: «Un paese orgoglioso e fiero tra nuove culture e antiche tradizioni»
CASTELFRANCO La prima a fargli gli auguri è stata sua figlia Cecilia, di dodici anni. Ma ieri sera a stringergli la mano erano in tanti, senza distinzioni di provenienza geografica. Castelfranchesi di antica data o semplicemente quelli arrivati nell’ultimo decennio hanno avvicinato Gianni Gargano per raccontare speranze e sogni per il paese. Lui, neosindaco da pochi giorni, ha spiegato a tutti, con un discorso informale, obbiettivi e tappe della sua amministrazione .
«Orgoglio, identità e comunità - ha detto nel suo discorso - sono valori che possono appartenere a tutti, quando si lavora insieme per il bene del paese. Quello che conta sono le scelte di fondo che possono essere diverse, a seconda delle posizioni politiche che animano chi fa le scelte concrete, giorno per giorno. Io penso che la Castelfranco che possiamo e dobbiamo costruire abbia un’identità plurale, non solo legata al nome che è scritto nei documenti comunali ma anche a un’Europa dove contano di più la volontà di collaborare che quella di dividersi».
Un ecumenismo il suo che presuppone una strada molto lunga da fare. Ovvio che gli esempi di cooperazione non hanno ancora creato un’identità comune, anche se da anni il parroco e la comunità islamica si scambiano reciprocamente gli auguri, per il Natale o per il Ramadan. Un obbiettivo ambizioso quello di amalgamare persone di provenienze così diverse, non fosse altro per il continuo ricambio dei residenti: 1500 persone ogni anno arrivano o si trasferiscono tra Corso Martiri e le frazioni. Il primo obbiettivo? «Non vado in vacanza, raggiungo mia figlia il fine settimana al mare - dice Gargano - Lotta al degrado urbano, completamento delle ciclabili e sicurezza per i pedoni alla Venturina sono ai primi punti dell’agenda». —
S.C.
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