Lettera con “polverina” Il detenuto voleva tornare a Modena
La polverina bianca è ancora sotto analisi ma ieri c’era già più chiarezza sulla vicenda della busta recapitata la magistrato di sorveglianza Federico Casalboni che ha suscitato l’allarme. La busta con la lettera e il contenuto sono ora nel laboratorio della Polizia Scientifica. Intanto andrà chiarito se si tratta di materiale pericoloso: quando è stata identificata la polverina dentro un ovulo nella busta arrivata in via San Pietro è scattata la procedura per la sicurezza che si usa in caso di sospetto recapito di antrace o simili. Si pensa invece che sia cocaina. Anzi, è quasi certo. Lo si può capire anche dal testo della lettera. Il contenuto, per quello che è noto, riguarda infatti la segnalazione di un detenuto su giri di droga nel carcere di Sant’Anna.
Segnalazione che il detenuto - un giovane italiano - ha voluto far sapere per tornare a Modena. È infatti in carcere a Rimini, trasferito da qualche giorno, ma sta cercando di tornare a Modena. La lettera, secondo la Procura, servirebbe in qualche modo ad accreditarsi come qualcuno che conosce cosa avviene dietro le sbarre della prigione modenese e che quindi può essere utile qui e non a Rimini.
Per ora in Procura, in attesa dell’esito delle analisi, nessuno accusa il detenuto: non ha commesso spaccio di droga e non ha procurato un allarme ingiustificato. Anzi, ha segnalato un uso di droga. «Sì, questo detenuto lo conosco - spiega il giudice Casalboni - l’ho incontrato una volta l’anno scorso. Uno dei miei primi incontro con detenuti a Modena. Abbiamo avuto un colloquio. Probabilmente mi ha scelto come destinatario della sua lettera per questo motivo».
Ma è stata una scelta in ogni caso a vuoto, spiega Casalboni: «Non è il magistrato di sorveglianza a decidere i trasferimenti e le detenzioni ma l’amministrazione penitenziaria. Se ha mandato a me quella lettera per tornare a Modena, ha sbagliato persona: non sono certo io a decidere».
Il giudice Casalboni spiega di aver letto solo parte della prima pagina della lettera, proprio perché è stata presa in consegna subito dopo dai vigili dl fuoco. «A dire il vero, non ho letto bene cosa chiedeva. Certo è possibile che quella fosse cocaina e l’abbia mandata per segnalare un problema». —
C.G.
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