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Lotta a zanzare e West Nile Iniziate le disinfestazioni

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Lotta a zanzare e West Nile Iniziate le disinfestazioni

Dopo i 4 decessi del 2018 il Comune ha anticipato di un mese gli interventi Trattamenti in 55mila caditoie. Lettere agli amministratori di condominio

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Il 2018 è stato un annus horribilis: il virus West Nile nel Modenese ha causato 23 casi di malattie neurologiche, con quattro decessi. Un dato che è cresciuto costantemente: l’anno precedente erano stati 8 i casi, 3 nel 2017.

Visti questi numeri gli enti preposti, Comuni e Regione, hanno dato il via agli interventi di disinfestazione che sono la principale arma per combattere il vettore del virus, ovvero la zanzara comune. Gli interventi sono inoltre efficaci per la cosiddetta “tigre” che può diffondere Chiukungunya, Dengue o Zika. Alle disinfestazioni si affianca anche una massiccia campagna informativa, perché laddove iniziano i recinti privati il pubblico non può arrivare ed è dunque necessaria la massima collaborazione di privati cittadini e ditte. Per questo motivo la Regione ha lanciato una campagna ad hoc il cui slogan è “Conosci, previeni, proteggi” e stanziato 1,2 milioni di euro per il Piano di contrasto ai virus, che quest’anno è partito con un mese d’anticipo rispetto al passato.

Modena ovviamente ha aderito al piano e il Comune si è attivato per quanto concerne le disinfestazioni. La campagna per contrastare la proliferazione e la diffusione della zanzara tigre e della zanzara comune è attiva in città dall’inizio di aprile. L’obiettivo principale sono le caditoie stradali. A Modena ne se ne contano 55mila e vengono curate con un trattamento larvicida con regolatori di crescita di sintesi, in 5/6 cicli di intervento. Stesso intervento anche nei tombini degli immobili comunali (scuole, biblioteche, centri, uffici ), nei cimiteri (17 strutture): si è partiti ad aprile e si proseguirà fino a ottobre. Vi è poi la sorveglianza attraverso 60 ovitrappole sparse per il territorio comunale che permettono di tenere monitorata la distribuzione dell’insetto e l’utilizzo di predatori naturali (piccoli crostacei chiamati copepodi) nei bidoni di irrigazione degli orti, forte fonte di infestazione. Infine per abbassare le infestazioni da zanzare comuni vengono anche trattati i fossati con larvicidi biologici.

Ci sono poi interventi più drastici, le disinfestazioni adulticidi che, però, sono da utilizzare solo in caso di infestazione straordinaria. Questo per svariate controindicazioni. Innanzitutto la tossicità per la salute umana, per le api e per altri insetti utili. Poi il breve periodo di efficacia (5-7 giorni) e l’insorgenza di resistenza nelle popolazioni di zanzara: più trattamenti si fanno e più si riduce l’efficacia. Per tutti questi motivi le disinfestazioni adulticidi possono essere effettuate solo dopo il parere di tecnici qualificati (del Centro Agricoltura Ambiente).

Inoltre il periodo di monitoraggio dei casi sospetti cioè delle persone che potrebbero essere state vittime della trasmissione dei virus: prima era da giugno al 31 ottobre, quest’anno è già partito lo scorso 1° maggio e sarà operativo fino al 30 novembre. Rafforzato anche il controllo da parte dei Comuni, sia per la prevenzione che in caso di epidemia.

Ancora, è previsto un campionamento straordinario di altre specie di uccelli, come stormi e piccioni- oltre a gazze, corvi e ghiandaie già monitorate - per verificare se abbiano o meno un ruolo nella circolazione virale; inoltre vengono date indicazioni precise per la gestione delle aree che vengono periodicamente allagate - ad esempio alcuni tipi di coltivazioni agricole - in modo da ridurre la proliferazione delle zanzare. —

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