Gazzetta di Modena

Modena

la storia 

Niente scuola e botte per pulire casa Fratelli “Cenerentoli” accusano gli zii che ora rischiano di finire a processo

Carlo Gregori

2 MINUTI DI LETTURA







È una storia pesante di maltrattamenti e fraintendimenti in famiglia ma anche una vicenda oscura tra familiari, in particolare per i rapporti tra due giovani fratelli e i loro zii paterni che li ospitano a Carpi. Il caso, ora che l’inchiesta in Procura è conclusa, è stato affrontato in una complessa udienza preliminare in Tribunale che ha visto i quattro zii (tutti uomini e fratelli) chiamati a rispondere di maltrattamenti familiari a minori. La Procura richiede il loro rinvio a giudizio.

A sentire le presunte vittime - due fratelli adolescenti, lui di 18 e lei di 13 anni, entrambi di origini pakistane - sembrano le tristi vicende di due veri Cenerentoli di oggi. Nel 2016 i due fratelli sono stati trovati in un parco a Carpi mentre gironzolavano affamati e spauriti. Hanno raccontato di essere scappati dalla casa dove vivevano in città. Dicevano di essere ospiti di quattro zii maschi fratelli del padre. Il papà, hanno riferito alle forze dell’ordine, era a Londra: lavorava lì, era un uomo ricco, mandava molti soldi ai fratelli per accudire i suoi figli. Ma gli zii si tenevano tutto e a loro toccava una vita di stenti, fame, umiliazioni e lavori domestici. Hanno raccontato anche di non andare a scuola, perché costretti a restare in casa per le pulizie. Se non eseguivano bene gli ordini erano botte, pasti saltati, cibo vecchio. Un inferno di vita, insomma. Per questo se ne erano andati (secondo un’altra versione successiva, sarebbero stati cacciati di casa).

Le indagini successive al loro ritrovamento hanno portato a un’audizione dei due giovani con un interprete ma in assenza di un avvocato che rappresentasse gli zii accusati. Un aspetto di procedura non conforme a quanto previsto che andrà approfondito in udienza. La versione degli zii è molto diversa e verrà esposta in dettaglio in futuro perché hanno sempre sostenuto di aver trattato bene i nipoti.

Il padre stesso, interpellato, ha confermato di lavorare a Londra e di non poter seguire direttamente i suoi figli ma di aver predisposto per loro un assegno di mantenimento congruo, se non abbondante, destinato ai fratelli. Ha insomma smentito le accuse dei figli cercando di difendere a spada tratta i fratelli e la loro conduzione familiare. (Della madre invece non si sa niente).

Ieri mattina è l’udienza si è conclusa con un rinvio per omessa notifica a uno dei quattro zii, per il quale è stata chiesta la procedura di verifica per stabilire se irreperibile: neppure il suo difensore l’ha mai visto. Il fascicolo è tornato al pm. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google