Nonno Antonio compie 107 anni «Il segreto? La famiglia e l’orto»
L’ultracentenario dell’Appennino oggi festeggia con figli e nipoti Reduce di guerra, è anche stato prigioniero in Africa fino al 1947
IL RACCONTO
Oggi spegne 107 candeline Antonio Massarini: originario di Rovolo di Frassinoro, Antonio ha avuto una vita costellata da numerose difficoltà che però, grazie alla sua tenacia, è riuscito a superare. E così, ancora lucidissimo, oggi festeggerà questo traguardo speciale insieme ai tre figli, Patrizia, Nino e Cristiano, i sette nipoti e gli otto bisnipoti. Classe 1912, ha combattuto la Seconda Guerra Mondiale, dove era Caporale; è stato poi imprigionato dai francesi in Algeria, dove è rimasto fino al 1947. Durante il periodo di reclusione, racconta la nipote Elisa Rosi: «Ha mangiato per lungo tempo solo bucce di patata. Una volta tornato ha sposato Rita e, con lei, è rimasto fino a pochi mesi fa, quando se n’è andata».
Rientrato a Rovolo, Antonio ha iniziato a lavorare in campagna; poi, lui e la moglie si sono trasferiti a Sassuolo, dove sono diventati dipendenti delle Poste. «Per lui però esiste solo Rovolo - spiega Elisa - e vuole tornarci ogni estate».
Appassionato lettore, fino a poco tempo fa, ogni giorno comprava il giornale; da giovane amava molto la musica, ballava e aveva imparato a suonare il violino da autodidatta.
Da sempre mite e pacato, «sua madre» aggiunge Elisa «diceva che gli sarebbero venute le ragnatele in bocca, perché parlava pochissimo». Guerra a parte, Antonio ha anche avuto, anni fa, due gravi incidenti automobilistici, in uno di quali ha perso la milza: «Credo che tutte le difficoltà che ha affrontato - sostiene la nipote - lo abbiano aiutato ad apprezzare quello che ha. La sua casa, l’affetto familiare, il suo orto».
Ci si chiede quale possa essere il segreto di tanta longevità e forse proprio l’orto potrebbe essere una risposta; il festeggiato, infatti, mangia da sempre i prodotti da lui coltivati e, adesso, sono i nipoti a coltivarli per lui. «È una buona forchetta - dice Elisa - mangia primo, secondo, contorno e dolce. È estremamente goloso». Una famiglia numerosa la sua, che vede in lui: «Una roccia, una persona saggia e sempre presente. Per questo tutti noi, figli, nipoti, bisnipoti ma anche generi e nuore, vogliamo portargli i nostri auguri nel modo più caloroso possibile, per ringraziarlo per tutto». —
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