Saracinesche abbassate La città resta in silenzio in onore delle due amiche
I negozianti rispettano la richiesta del sindaco Tanti amici alle esequie e al cimitero urbano per l’ultimo saluto
Il rispetto, soprattutto il rispetto. In questa tragedia, i sassolesi sono stati accomunati da un dolore trasversale. Girando per il centro storico e nel primo tratto di viale 20 settembre, ma anche in via Menotti, nel cuore della città si sono letti decine di biglietti con la scritta “si riapre alle 16”, oppure “Lutto cittadino, riapriamo alle 16”, ma anche “Chiuso per lutto fino alle 16.30”. Molto i negozi che hanno abbassato a metà le saracinesche, operazione che nella pausa pranzo non è consueta.
In giro sono rimaste poche persone a differenza di quanto stava avvenendo in Duomo, pieno di persone e con tanti che, complice l’amplificazione, hanno ascoltato il rito sotto i portici di piazza Martiri Partigiani, in rigoroso silenzio.
Il silenzio è stato interrotto solo dai quattro rintocchi dell’orologio del “Campanone”, quasi volesse ricordare quelle quattro donne dentro l’Alfa Romeo travolta da un camion.
I commenti, tra la gente che ha preso parte alla liturgia funebre di Veronica ed Otilia hanno come d’incanto allargato l’orizzonte delle conoscenze. Sul sagrato, già prima dell’arrivo dei due feretri, si intrecciavano i ricordi di coloro che avevano frequentato la scuola primaria, la scuola secondaria, il corso universitario insieme a Veronica; d’altra parte c’erano anche tanti amici di Otilia, con la quale in questi anni sono state percorse insieme strade all’interno della parrocchia Madonna di Sotto, dove sia lei che il fratello Alex hanno ricevuto i sacramenti.
Aneddoti e ricordi che emergono e contribuiscono a dare immenso dolore al già tanto dolore che è stato consumato dalle ultime ore di giovedì scorso fino a ieri. La conclusione della giornata è stata al cimitero urbano dove le due ragazze, anche in questo caso accompagnate oltre che dai familiari da un folto numero di amici, sono state sepolte, con due destinazioni diverse. Per Veronica Fili un loculo nel corpo Z, di fronte ai nonni paterni (quasi a darle compagnia anche nel prossimo futuro); Otilia in terra, nel campo adiacente le nuove costruzioni di loculi e tombe di famiglia. I giovani si sono divisi tra le due zone, distanti poche decine di metri l’una dall’altra mentre, rincuorandosi a vicenda e stringendosi alle due famiglie, distrutte dal dolore. La città ha chiuso in parte questo dolorosissimo capitolo in serata, dopo che i negozi hanno riaperto e dopo che i bar hanno dato vita ai classici aperitivi in centro storico. Quasi a dare conferma che “la vita continua...” anche se per tre famiglie sassolesi non sarà più certamente così, visto l’immenso dramma che dovranno sopportare e a cui ieri in migliaia hanno tentato di dare conforto. —
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