Camper bruciato, ora c’è il caso del proprietario
Qualcuno, l’altra sera, ha dato alle fiamme un camper che si trovava parcheggiato sulla pista ciclabile che si snoda accanto al cimitero monumentale, nella parte retrostante poco frequentata. Il mezzo è di proprietà di un membro di una nota famiglia rom da tempo in città. Mentre gli inquirenti stanno indagando sull’accaduto e cercano di capire quali ne siano le circostanze, per chi lavora o frequenta la zona si è creato un problema correlato. Lo spiega Luca Barbari, presidente dell’associazione di volontariato Porta Aperta che ha affidato ad un post sui social dubbi, perplessità e un invito alla polizia municipale ad occuparsi del problema piuttosto di non affrontarlo, come pare stia avvenendo.
«Gli operatori di Porta Aperta, sempre collaborativi con le istituzioni - scrive Luca Barbari - segnalano alla Municipale problemi di sicurezza attorno a San Cataldo, che fa parte delle zone in cui può trovare applicazione daspo urbano».
«C'è un camper bruciato dietro il cimitero, in stato di sequestro, e il cosiddetto proprietario - scrive Barbari - sta rompendo le scatole a tutti: agli operatori dell'associazione, ai negozianti di fiori (che stanno zitti per paura), in maniera che si può dire, con un eufemismo, molesta. Dorme lì davanti, nel piazzale, accampato alla bell'e meglio». Che fare dunque se non una segnalazione alle forze dell’ordine? «Segnalata la situazione, si riceve la risposta dei vigili: “il caso è noto ma non possiamo farci niente”. Come non ci potete fare niente? Ma chi deve garantire la sicurezza ai cittadini, ai commercianti e agli operatori che svolgono un pubblico servizio?».
«Ora a prescindere da tutte le considerazioni, di fatto e di diritto - conclude Barbari - la risposta data dagli operatori della municipale agli operatori di Porta Aperta è sicuramente sbagliata. La risposta a tutto concedere doveva essere: “formalizzate la denuncia ai soggetti preposti, potete anche provare a chiedere un daspo urbano e poi si attiveranno le procedure, la situazione è comunque nota e difficile ma vigileremo, siamo qui per tutelare la sicurezza di tutti”. Ma la municipale avrebbe anche la facoltà di intervenire e in flagranza arrestare chi minaccia un incaricato di pubblico servizio, o viola la proprietà privata». —
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