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Vignola, Coop dice basta ai pesticidi Nasce la ciliegia super-bio

Stefania Piscitello
Vignola, Coop dice basta ai pesticidi Nasce la ciliegia super-bio

Un progetto per eliminare quattro sostanze dal campo alla tavola di chi acquista Eugenio Casini, giovane imprenditore agricolo, sperimenta con Apofruit 

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VIGNOLA. Ridurre l’utilizzo dei pesticidi nelle coltivazioni si può: Coop, già da gennaio, ha intrapreso un percorso in tal senso in collaborazione con i suoi 116 fornitori di ortofrutta a cui fanno capo oltre 7000 aziende agricole. La cooperativa Apofruit di Vignola, uno dei fornitori storici di Coop, aderisce a questa campagna dal nome “No pesticidi, no glifosato”. La fase iniziale del progetto ha preso il via da un prodotto particolare, le ciliegie, mirando ad estendersi a meloni, uva, clementine, fino ad arrivare a 15 colture nel corso dell’anno.

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«Questo delle ciliegie - spiega Marco Pedroni presidente di Coop Italia - è il primo esempio di applicazione del progetto che abbiamo lanciato sull’agricoltura di precisione. Nell’arco di 3 anni lo estenderemo a tutti i prodotti di ortofrutta a marchio Coop». Affittuario del campo sperimentale di Apofruit Vignola è diventato Eugenio Casini, 36 anni, un imprenditore agricolo di prima generazione: «Mi occupo seriamente di agricoltura dall’anno scorso - racconta - anche se è sempre stata una mia passione. Prima ero nel mondo del precariato e volevo stabilizzarmi. Apofruit mi ha dato la possibilità di occuparmi di un campo e, adesso, abbiamo avviato questa sperimentazione di cui sono molto soddisfatto». Sono diverse e innovative le tecniche utilizzate per l’iniziativa promossa da Coop; il tutto per risparmiare energia, acqua, tutelare meglio il suolo e avere un’efficienza produttiva migliore. «Già nel primo anno - aggiunge Pedroni - pensiamo di arrivare al 70% degli obiettivi su tutte le nostre filiere. Questo è un progetto che guarda soprattutto ai temi ambientali per cui si può e si deve fare molto di più».

Nel campo dell’Azienda Agricola Casini Eugenio, ad esempio, si sta testando una particolare copertura con nuovi materiali impermeabili, in modo da proteggere le ciliegie dalla pioggia ma anche dagli insetti: l’obiettivo è quello di liberare i prodotti dei reparti ortofrutta da altri quattro pesticidi, tra cui il glisofato, il più discusso. Eugenio è a suo agio mentre raccoglie le ciliegie e controlla le sue piante: «Prima - sorride - facevo il cameriere. Ho deciso di dedicarmi alle piante perché, al contrario delle persone, non parlano».

Anche la tecnica di irrigazione utilizzata è particolare: si chiama fertirrigazione, genera risparmio idrico e prevede che, insieme all’acqua vengano distribuiti i fertilizzanti. «Sono comunque innumerevoli le tecniche che possono essere utilizzate - aggiunge il presidente di Coop Italia - e variano a seconda delle colture specifiche. Si va da protezioni attraverso reti specifiche, a nuove tecnologie per capire il grado di maturazione o di problematicità che ha una certa pianta, oppure possono essere utilizzati dei droni. Tutto questo lavoro implica un cambiamento importante dei metodi di produzione».
 

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