Firmata un’alleanza internazionale per favorire lo sviluppo sostenibile
L’Emilia Romagna capofila dell’iniziativa per welfare, lavoro, formazione, ricerca e innovazione
Una nuova “Carta di Bologna” ma dedicata allo sviluppo sostenibile. Una dichiarazione firmata da alcune delle Regioni più avanzate di quattro continenti, partner da tempo dell'Emilia-Romagna, con l'impegno di collaborare su temi che vanno dal welfare all'ambiente, dai big data alle cosiddette smart city. L'alleanza è stata siglata ieri a Bologna: con il governatore Stefano Bonaccini hanno firmato i rappresentanti della Provincia sudafricana del Gauteng, Provincia cinese del Guangdong, gli Stati della Pennsylvania e della California, la Regione francese della Nouvelle Aquitaine e il Land tedesco dell'Assia.
L'Emilia-Romagna è capofila e promotrice dell’iniziativa grazie ai risultati raggiunti sui temi cruciali al centro dell'intesa, che prevede uno scambio di conoscenze ed esperienze si temi del lavoro e alta formazione, imprese, ricerca e innovazione, welfare e sanità, agroalimentare, ambiente, Big data e digitale con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile.
La dichiarazione “Regions for global sustainable development” è in realtà «una rete aperta», ha chiarito la Regione, alla quale l'Emilia-Romagna invita ad aderire anche altri territori che ne condividono gli obiettivi.
Dal 2014 a oggi in Emilia-Romagna sono stati investiti oltre 909 milioni di euro, di cui un terzo da fondi regionali, per finanziare 1.438 progetti nei settori dell'agroalimentare, edilizia e costruzioni, meccatronica e motoristica, industrie per la salute, il benessere, culturali, creative e innovazioni nei servizi. Progetti che hanno permesso anche la creazione di 47 nuove imprese e l'assunzione di 759 nuovi ricercatori.
«Con gli Stati e le Regioni che abbiamo riunito a Bologna e in Emilia-Romagna in questi 4 anni abbiamo costruito rapporti di collaborazione che guardano ai bisogni dei cittadini e delle nostre comunità, per costruire risposte adesso, nel presente, e per il futuro - ha detto il governatore Stefano Bonaccini - Perché crediamo che sia un obbligo per i governi territoriali che più si cimentano su ricerca e innovazione mantenere dialogare, confrontarsi e lavorare insieme per creare rapporti stabili, operativi e in grado di prefigurare a livello mondiale delle soluzioni per le principali sfide, prima fra tutte quella ambientale e della buona occupazione».
«Bologna e l'Emilia-Romagna - ha detto l’assessore Patrizio Bianchi - sono ancora oggi uno dei luoghi nel mondo in cui si incrociano la conoscenza, la ricerca, il futuro. Questa è un’occasione strategica per dimostrarlo e per presentare alle regioni più avanzate a livello globale tutto il grande lavoro che stiamo realizzando nel campo dei Big Data». —
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