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I 100 giorni di Muzzarelli Un milione per le scuole e rivoluzione in Comune

Davide Berti
I 100 giorni di Muzzarelli Un milione per le scuole e rivoluzione in Comune

Il primo cittadino a ruota libera: «I settori vanno riorganizzati per rendere tutto ancora più efficace per i cittadini. Patto di accoglienza e lavoro con i migranti»

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Primo Consiglio, fatto. Prima giunta, fatta. Prime indicazioni, date. Gian Carlo Muzzarelli e i suoi secondi 100 giorni da sindaco (i primi sono quelli del 2014). Questa volta ha ancora più fretta di fare.

In Consiglio ha annunciato un’estate di lavoro per la sua giunta

«Certo, in realtà non ci siamo mai fermati, ma ci sono progetti avviati che devono cominciare a correre e bisogna impostare il lavoro della nuova giunta (il primo anno sarà decisivo) anche con una riorganizzazione dei settori e dei servizi dell’ente per rendere la macchina comunale ancora più efficace nel rispondere ai nuovi obiettivi. L’ho detto in Consiglio parlando del successo elettorale: i cittadini non ci hanno consegnato una cambiale in bianco, questo credito dobbiamo meritarcelo».

A prima vista sembra una giunta, mescolando il gergo sportivo, senza numeri 10, una giunta con tanti gregari.

«Non sono d’accordo sul fatto che si tratti di gregari. Diciamo che anche in politica come nel calcio oggi servono giocatori universali. Il fantasista rischia di diventare un solista… e di perdersi. In politica oggi serve sempre di più gioco di squadra e professionalità».

Quindi da dove si inizia?

«Obiettivo lavoro e lavoro di qualità. È un aspetto centrale del programma e trasversale a molti assessorati. Vogliamo rinnovare il “Patto per la crescita” insieme a imprese, sindacati e associazioni del terzo settore declinandolo sugli scenari che ci apre oggi l’Europa per una città competitiva, sostenibile e solidale. E vogliamo proseguire la politica degli investimenti pubblici, così come la semplificazione dei percorsi per fare partire nuove attività, come abbiamo fatto con lo Sblocca Modena».

Questo significa altri Sblocca Modena?

«Certo che sì se servono a fare rigenerazione urbana e a creare occupazione. Il lavoro è una risorsa fondamentale per la città e Modena in movimento non è solo uno slogan. Nella cornice del Piano urbanistico generale, che dovremo completare con l’assessora Vandelli, servono anche gli Sblocca Modena e gli altri provvedimenti per consentire interventi puntuali che possano favorire uno sviluppo sostenibile e la rigenerazione urbana, come avverrà alla Madonnina con la chiusura dello stabilimento delle Fonderie».

Ma nel commercio e nell’artigianato di servizio i segnali di crisi ci sono.

«Liberalizzazione delle licenze ed esplosione dell’e-commerce hanno profondamente modificato le dinamiche di consumo. Era uno dei nove punti sollevati dalla Gazzetta subito dopo il voto. Serve predisporre un piano urbano del commercio che consenta di non abbandonare i processi a un mercato sregolato. Una proposta concreta: in centro storico siamo pronti a tagliare l’Imu per due anni ai proprietari degli immobili se essi si impegnano a ridurre del 50% i canoni di affitto per giovani commercianti o artigiani».

Tra gli annunci c’è anche un Piano speciale proprio per il centro storico

«Vogliamo una città a misura di tutti, una città amica, superando le barriere architettoniche e sviluppando ogni tecnologia per renderla più semplice da vivere. Ma la vogliamo anche più compatta e più bella, recuperando le aree dove si rischia il degrado, rafforzando le manutenzioni, garantendo verde pubblico e piste ciclabili. E il centro storico è il biglietto da visita di Modena agli occhi del mondo, lo è stato per il Motor Valley Fest, lo è per i tanti turisti che visitano la città, lo sarà per gli eventi che ci candidiamo a ospitare nei prossimi anni e sui quali siamo già impegnati a lavorare con l’assessora Ludovica Carla Ferrari. Completeremo il cantiere di piazza Mazzini con la nuova struttura dell’ex Diurno, realizzeremo i lavori post sisma sulle chiese e metteremo in campo altri interventi (la scelta di abbinare la delega al Centro storico a quella dei Lavori pubblici non è casuale), ma lo faremo prestando attenzione anche alle esigenze di chi in centro ci abita».

Per fare questo serviranno più risorse.

«Ci aspettiamo dal Governo un impegno concreto per sostenere gli investimenti nella riqualificazione urbana, per adesso però vediamo solo chiacchiere e annunci di ulteriori debiti che non vorrei si scaricassero sugli enti locali: sia chiaro che i modenesi hanno già dato! In ogni caso, dopo l’estate, con l’aria che tira a Roma, dovremo pensare con il vicesindaco Cavazza a realizzare una manovra di bilancio che consenta di espandere la spesa per investimenti e preveda le risorse anche per il trasporto pubblico e la scuola».

Sull’istruzione ha già annunciato un piano da un milione di euro.

«Aumenteremo il bilancio corrente della pubblica istruzione di almeno un milione di euro per aumentare i posti, qualificare i servizi e la didattica, finanziare la formazione del personale, prolungare gli orari, sostenere disabilità e fragilità. Confermando anche le risorse per gli interventi sul disagio giovanile e la dispersione scolastica. Punteremo, con l’assessora Baracchi, anche su Memo, che si sta qualificando come centro con valenza provinciale in grado di sostenere e accompagnare il percorso di qualificazione e di autonomia del sistema scolastico».

E le risorse per gli investimenti?

«Proseguiremo con grande impegno il dialogo con la Regione Emilia-Romagna sul futuro della politica di coesione dell’Unione europea, in particolare per ciò che riguarda la nuova programmazione del Por Fesr 2021-2027. Tra le priorità di intervento abbiamo proprio il completamento degli investimenti avviati con la programmazione 2014-2020 con la quale abbiamo realizzato la riqualificazione dell’ex Aem, il primo stralcio dell'ex Enel – ora puntiamo al secondo -, la rete delle piste ciclabili, gli interventi di riqualificazione energetica alle scuole Lanfranco, Rodari e al Palamolza, così come il cablaggio di quattro aree industriali della città».

Quali saranno gli altri investimenti strategici?

«Contiamo di inserirci a livello europeo nei prossimi obiettivi tematici dei nuovi fondi strutturali e approfondiremo queste opportunità con la nuova assessora Debora Ferrari e il nostro ufficio Europa. Dovremo rafforzare l’impegno sull’innovazione tecnologica accompagnando la realizzazione del Data Center nell’ambito del progetto periferie sull’Area Nord. Poi, di certo, già nelle prossime settimane, presentiamo alla Regione il progetto esecutivo sulle ex Fonderie, metteremo mano al Palazzetto dello Sport, valuteremo le proposte arrivate con il bando sulle Polisportive, avvieremo l’intervento della Fratellanza e faremo pressing a livello nazionale per fare partire le grandi infrastrutture: questa settimana, per esempio, ho già incontrato insieme all’assessore Bosi i tecnici di Autostrade per la Complanarina ed entro fine luglio faremo il punto sul progetto esecutivo da inviare al ministero per fare partire la gara. E poi ci sono gli interventi del Pums».

Il Piano urbano della mobilità sostenibile è ambizioso.

«Ed è anche una priorità, dovremo tornare in Consiglio comunale per l’approvazione definita e l’assessora Filippi non ha mai smesso di lavorarci. Sono obiettivi impegnati e per realizzarvi serve dialogo con la città».

Un dialogo che a Vaciglio non ha certo convinto il comitato.

«Un comitato forse no, ma molti residenti direi di sì, a giudicare dai risultati elettorali registrati in quel quartiere dove, al momento, è partito il cantiere per realizzare il bosco. Anche questo era nei vostri nove punti ed era uno degli impegni che avevamo preso».

Così come tra i nove punti c’era la sicurezza, anzi era il primo.

«Nel mio intervento in Consiglio ho parlato di legalità e sicurezze, al plurale, e ho assicurato l’impegno del Comune su cittadella della giustizia, organici della Polizia municipale, videosorveglianza, controllo di vicinato (non ci si difende da soli, dobbiamo rafforzare i rapporti di comunità), ma ho anche ribadito la richiesta al Governo di coprire le carenze di organico delle forze dell’ordine. E visto che spesso il tema viene associato all’accoglienza dei migranti ho anche detto che per loro ci devono essere diritti e doveri. Con l’assessore Pinelli abbiamo già iniziato a ragionare su un vero e proprio “patto di accoglienza e lavoro”. Questa è la strada per l’integrazione, ma c’è chi preferisce continuare ad alimentare paure».

Tra i punti che avevamo sollevato c’è anche il futuro dei grandi progetti culturali, come Ago e Amcm.

«Gli obiettivi della politica culturale, che svilupperemo con l’assessore Bortolamasi, tendono a strutturare un sistema culturale integrato che coinvolga in una rete virtuosa centro e periferia, gli istituti, i poli e le esperienze innovative. Il Laboratorio aperto e il Polo della creatività all’ex Amcm vanno in questa direzione così come l’esperienza di Ago. Certo, speriamo di poter avviare l’intervento sul Sant’Agostino, intanto comunque siamo partiti con il cantiere all’ex Ospedale Estense». —



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