Schianto fatale in scooter La vittima lascia 4 figli
Andrea D’Antonio, 41 anni, era un autotrasportatore. La sua famiglia è di Soliera Nell’incidente coinvolta la compagna: era andato in città a prenderla dal lavoro
Un pezzo di carrozzeria dello scooter è ancora lì, adagiato tra l’erba alta cresciuta nel fossato che accompagna strada Albareto fino all’omonima frazione.
All’indomani dell’incidente mortale in cui Andrea D’Antonio, 41 anni, ha perso la vita non c’è soltanto quel particolare nel fossato a testimonianza della tragedia avvenuta venerdì sera poco dopo le 21. Sull’asfalto restano pure i segni fluorescenti dei rilievi di legge effettuati dalla polizia municipale, oltre a un guanto utilizzato da un operatore del 118: i sanitari, giunti con un’ambulanza e un’automedica, hanno tentato l’impossibile per rianimarlo, ma per il 41enne non c’è stato niente da fare.
Il giorno dopo lo schianto è illuminato da un caldo sole estivo, che offre una visibilità perfetta. Siamo a una cinquantina di metri dal “lampeggiante”, l’incrocio con via Battaglia da cui si accede ad Albareto. Il punto in cui è morto Andrea presenta due curve in serie, più precisamente due semicurve: proveniva da Modena, dunque la prima a destra e la seconda a sinistra. In quest’ultima lo scooterista originario di Napoli non è riuscito a restare in strada. Il perché non è ancora chiaro. Tutte le ipotesi sono al vaglio della polizia municipale. Sta di fatto che assieme alla compagna è finito rovinosamente nel fossato.
«Certo, se quella strada si percorre tutti i giorni non è pericolosa», sostiene un residente di Albareto che come Andrea utilizza lo scooter per spostarsi. «Ma per chi non la conosce può presentare delle insidie, soprattutto di sera».
E Andrea stava ad Albareto da poco tempo. Viveva a trecento metri dal luogo dello schianto, in via del Frassino, una piccola strada residenziale in cui tutti si conoscono. È qui che vive Addolorata Desiderio, la 50enne che era con Andrea sullo scooter al momento dello schianto: Dora, come tutti la chiamano, ha riportato ferite lievi, tanto che ieri è stata dimessa.
Lei vedova, lui separato si erano conosciuti a una cena e si frequentavano da alcuni mesi; condividevano l’appartamento di lei in una palazzina. Venerdì sera Andrea era partito da lì per andare a Modena a prendere la compagna, che aveva finito il turno di lavoro: è addetta in un’impresa di pulizie. Al ritorno la tragedia. Il 41enne era molto conosciuto anche a Soliera, dove vive l’ex moglie e i quattro figli. Era addetto in una ditta di logistica, faceva l’autotrasportatore.
«Che tragedia», raccontano i vicini. «Non è la prima persona della zona che muore in un incidente e non è la prima volta che su strada Albareto avvengono degli incidenti mortali». Le lamentele sono per quell’incrocio noto come “il lampeggiante”. «Prima un semaforo, poi il lampeggiante... non c’è pace. E comunque di sera non ci si vede niente».
In effetti se in una giornata di sole la strada non presenta particolari difficoltà (se non 4/5 buche in serie proprio al margine della strada dove transitano i mezzi a due ruote), è evidente come di notte le cose cambino, visto che non c’è alcuna illuminazione artificiale. Il punto in cui Andrea è caduto è davvero buio e quella semicurva a sinistra, così leggera da non essere nemmeno segnalata da un cartello, è un pericolo da non sottovalutare. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
