Regione, Forza Italia «È ora di bloccare le chiamate dirette»
Il capogruppo Andrea Galli pone l’attenzione sul tema in vista del piano per il fabbisogno del personale per il periodo 2019-2021
«Stop alle chiamate dirette per la Regione». A chiederlo con un’interrogazione sul caso è Andrea Galli, capogruppo di Forza Italia in viale Aldo Moro: «Il 6 giugno è stata presentata la proposta di Piano dei fabbisogni del personale 2019-2021 - spiega - relativo sia al personale del comparto, sia al personale di qualifica dirigenziale, incluse le previsioni relative all’attribuzione degli incarichi di direttore generale e di direttore di agenzia. In tale contesto - aggiunge Galli - sono previsti concorsi pubblici per la copertura a tempo indeterminato di 563 posti di categoria D e 244 posti di categoria C. Ebbene, l’amministrazione regionale parrebbe essere intenzionata sia a espletare “concorsi interni riservati” in violazione di legge, sia a provvedere nuovamente all’assunzione di direttori generali e direttori di agenzia con contratto a tempo determinato, in aperto contrasto con le norme di legge nella parte in cui non viene imposta la previa verifica dell’insussistenza di professionalità interne». Secondo il capogruppo di Forza Italia, dunque, «non è affatto certo che l’assunzione dei direttori generali “esterni” non avvenga ancora una volta attraverso l’incostituzionale “chiamata diretta”, e in questo caso l’amministrazione incorrerebbe con certezza in vizi di illegittimità tali da inficiare tutte le richiamate procedure di assunzione, con ricadute drammatiche sulla necessità di ricambio generazionale e di copertura delle posizioni vacanti. Chiediamo quindi - chiude Galli nella sua interrogazione a risposta scritta - l’eliminazione dal Piano dei fabbisogni di personale di qualsiasi riferimento a illegittimi “concorsi interni” o “progressioni verticali”, dando così effettivo spazio al merito. Chiediamo anche l’obbligo di previa verifica delle professionalità interne per l’attribuzione di tutti gli incarichi dirigenziali, compresi quelli di direttore generale e di direttore di agenzia». —
L.G.
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