Il ripescato: «Può andare in pensione a quota 100» Il dem: «Si conti ancora»
«La sottocommissione che si sta occupando del riesame delle schede nulle del collegio senatoriale di Modena ha concluso il suo lavoro, e il risultato di questa prima parte della procedura assegnerebbe un vantaggio ipotetico a Corti di una cinquantina di schede. Siamo ancora, anche se a parti ribaltate, nella stessa situazione in cui ci trovammo un anno fa, con alcune decine di voti di scarto tra i due candidati». A farlo sapere è il senatore Edoardo Patriarca, che annuncia un nuovo ricorso se il risultato sarà ufficializzato: «Allora dissi più volte che il ricorso era legittimo - aggiunge - e che io avrei fatto la stessa cosa. Altrettanto legittimo e ragionevole - aggiunge Patriarca, facendo sapere di aver interessato un gruppo di esperti, sempre d’intesa con il Pd - quindi, che io chieda il riconteggio di tutte le schede, non solo quelle che potevano risultare dubbie». Parole che lasciano perplesso Stefano Corti: «Le richieste di riconteggio sono sempre legittime - spiega il leghista - ma credo debbano anche seguire la regola del buonsenso, categoria in cui non rientra la domanda di ricontare tutte le schede assegnate, cosa che non è mai stata fatta e che richiederebbe tempi biblici. Al segretario del Pd Fava, che un anno e mezzo fa invitò me e la Lega a rassegnarci, rivolgo lo stesso invito: si rassegni e accetti il voto dei modenesi, che finalmente a 16 mesi di distanza potranno sapere chi hanno votato». Infine, una stoccata a Patriarca: «Sono basito dal suo annuncio di voler chiedere un riconteggio “totale” - chiude Corti - e lo invito ad accettare i numeri. Se vuole restare in campo, lo invito a candidarsi per le regionali… o, visto che è un professore di 62 anni, ad andare in pensione con “quota 100”». —
L.G.
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