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La Lega non fa sconti: «Quella consigliera se ne deve andare»

L.G.

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«L’elezione di Katia Parisi come supplente nella Commissione elettorale del Comune di Modena è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione, data la sua inopportunità».

A dirlo è la Lega, che interviene così sulla querelle relativa alla consigliera di Modena Solidale finita al centro della polemica per le telefonate e i messaggi inviati ai clienti del Caf . «Quanto accaduto con gli sms ricevuti il giorno delle amministrative dagli utenti del Caf - attacca il Carroccio - nei quali si invitava a esprimere la preferenza per la candidata di Modena Solidale è stato un atto già di per sé gravissimo. Tuttavia, ora emergono nuovi particolari ancora più inquietanti: apprendiamo, infatti che anche i clienti di Domus Gest Immobiliare, società modenese di cui Katia Parisi è amministratore unico, hanno ricevuto telefonate che invitavano a votarla». E mentre la società in questione fa sapere di non aver mai fatto chiamate per sostenere la propria amministratrice, la Lega alza il tiro sul Pd, alleato di Modena Solidale: «Se i democratici hanno pensato di ricompensare in questo modo il “soldato” Parisi, votandola come supplente proprio nella Commissione elettorale del Comune, viene da chiedersi se sia questa la “Modena solidale” che la giunta Muzzarelli ha in mente. Katia Parisi dice di non essere più da tempo responsabile del Caf di via Pelusia e di non sapere nulla dell’invio dei messaggi - aggiunge la Lega - eppure qualcosa non torna. Parisi ammette che gli sms sono stati inviati da Federazione Nazionale Agricoltura, che infatti detiene il 100% delle quote di Caf Italia srl (con sede a Modena in via Pelusia 105), ma dimentica che Fna Emilia Romagna (sede regionale di Fna) detiene il 100% delle quote anche di Csf Servizi Er srl, centro di elaborazione elettronica di dati contabili con sede a Modena in via Riccoboni 13, e di cui Katia Parisi è amministratore unico».

Secondo la Lega, inoltre, «ai sensi del Provvedimento in materia di propaganda elettorale e comunicazione politica del 18 aprile 2019, “il rispetto delle norme in materia di protezione dei dati è essenziale per mantenere la fiducia dei cittadini e garantire il regolare svolgimento in tutte le fasi delle consultazioni elettorali». Inoltre, giurisprudenza e sentenze della Cassazione disciplinano anche i casi in cui la violazione delle norme che disciplinano la campagna elettorale costituisce causa di ineleggibilità e con conseguente decadenza dalla carica. Per questa ragione, riteniamo che Katia Parisi per opportunità politica debba farsi da parte. —

L.G.I

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