Gazzetta di Modena

Modena

tra le due anime della lista 

“Modena Solidale”, la resa dei conti interna sul caso sms-Parisi

Luca Gardinale

2 MINUTI DI LETTURA







Nessuna dichiarazione ufficiale - a parte quelle della diretta interessata - ma una verifica interna per capire cosa è successo nei giorni che hanno preceduto le elezioni. Succede in casa Modena Solidale, la lista civica nata nel marzo scorso per sostenere la candidatura a sindaco di Gian Carlo Muzzarelli. Una lista che, in virtù del buon 3,66% ottenuto alle amministrative, è riuscita a entrare in Consiglio con la capolista Katia Parisi, ottenendo poi anche l’assessorato al Patrimonio, affidato a Debora Ferrari. Ma è stato il caso scoppiato attorno alla neoconsigliera, che ieri si è difesa parlando di “gogna mediatica”, a fare avviare una verifica interna al movimento coordinato dall’avvocato Stefano Guidetti: si cercherà di capire come sono andate le cose, anche perché la polemica su chiamate ed sms - in particolare quelli inviati ai clienti del Caf nel giorno del voto, in cui si legge “Caf Pelusia informa: sosteniamo la nostra responsabile Katia Parisi, candidata per il Consiglio comunale” - sta assumendo proporzioni difficili da controllare. E mentre la verifica è in corso, si avvicina il momento della resa dei conti tra le due anime che, in maniera un po’ forzata, si erano messe insieme per formare la lista civica: da una parte quella legata all’associazione Porta Aperta e al mondo del volontariato, dall’altra quella legata alla Federazione nazionale dell’agricoltura e alle sue emanazioni, dal patronato Epas al Caf Italia. Due mondi che domani, nell’assemblea dell’associazione, si troveranno di fronte in quella che si prospetta come la resa dei conti. Nel frattempo, a tornare sulla vicenda è Modena Volta Pagina, che rivolge un appello al presidente del Consiglio Fabio Poggi: «Lo ringraziamo. Nel suo primo discorso si è dichiarato disponibile ad essere interlocutore anche delle liste che non hanno ottenuto rappresentanza diretta. Approfittiamo della sua cortesia per chiedere se, essendo venuto a conoscenza di fatti che lui stesso ha giudicato “gravi”, non voglia portare il problema all’esame del Consiglio. Solo l’Assemblea, infatti, può revocare la propria delibera di validazione dell’elezione della consigliera Parisi, oppure può confermarla. Finora il Consiglio non ha espresso alcuna valutazione sul fatto che il Caf Italia, dove ha operato la neoeletta consigliera, abbia inviato messaggi agli utenti del Caf stesso con una esplicita indicazione di voto a Parisi: come ben si sa, il Caf è intermediario dello Stato, da cui riceve finanziamenti pubblici e deve quindi astenersi da azioni di propaganda elettorale. Una vicenda che getta un’ombra sull’elezione dei consiglieri». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google