Gazzetta di Modena

Modena

spilamberto 

I 50 anni della San Vito Dalle sfide impossibili al sogno della nuova sede

Agata Patanè
I 50 anni della San Vito Dalle sfide impossibili al sogno della nuova sede

Giornata di festa con il sindaco: si raccontano aneddoti e si svelano i progetti futuri tra cui la casa delle attività. Una quercia ricorda il percorso

3 MINUTI DI LETTURA







Una comunità raccolta, unita e gioiosa è quella che si è presentata a San Vito, dove si è festeggiato il 50° compleanno di quella che tutti chiamano affettuosamente la “Pol”, la polisportiva che da anni riveste un ruolo tanto importante nel tessuto sociale spilambertese.

«Per noi è una giornata importante - ha detto il presidente Fabio Poggi - Il 16 giugno 1969 veniva fondata la Polisportiva San Vito». Così la presentazione al microfono, di fronte ad una folla che raccoglieva le tre generazioni che nel corso di mezzo secolo si sono succedute ed incontrate in quel luogo.

«Sicuramente il momento più bello di questi miei dieci anni da presidente è stata l’inaugurazione del campo sintetico, perché era una cosa più grande di noi - ha continuato Poggi in una narrazione a più voci - È costato 180mila euro, quando noi partivamo con 60 mila euro dati dal Comune. Ci siamo trovati ogni mese a dover pagare 3mila euro di ricevute bancarie ed alla fine, mese dopo mese, sorriso dopo sorriso, pensiero dopo pensiero ce l’abbiamo fatta». Non sono mancati racconti di vittorie e di sconfitte, di partite giocate ed esperienze vissute, di sogni ancora da realizzare, come quello di una piccola “Casa della Pol”.

«Ci siamo rimboccati le maniche per fare quello che volevamo fare ed il nostro desiderio adesso sarebbe quello di costruire una casa - spiega ancora il presidente - Il progetto della casa non andrà oltre alle nostre possibilità e sarà pensata non per costruire una cattedrale nel deserto ma una piccola struttura che non faccia dimenticare il rapporto di famiglia che c’è sempre stato in questa comunità».

A portare i saluti l’appena rieletto sindaco Umberto Costantini, che ha affermato: «Sindaco fresco d’elezione, ma cinquant’anni son davvero tanti. Sono tanti anche per un sindaco, perché il sindaco è una persona che ad un certo punto si propone di essere guida e custode della comunità. È una cosa temporanea, un passaggio di testimone continuo. Le persone qui presenti devono sapere che i sindaci passano ma che la polisportiva non passa, perché sostenere la polisportiva è sostenere la nostra comunità. Noi ci siamo nei momenti brutti ma anche in quelli belli, ed è per questo che confermo che ci siamo sia per la realizzazione dei nuovi spogliatoi sia per il contributo in termini economici per la realizzazione della nuova sede. Questo è qualcosa che ribadisco a maggior ragione oggi e che sono sicuro troverà un sostegno trasversale all’interno del nostro Consiglio comunale».

Al termine brindisi vicino alla nuova quercia. Rispetto alla quale il presidente Poggi ha spiegato: «Abbiamo deciso di piantarla e la chiameremo “quercia del cinquantesimo”. Il nostro augurio è che cresca rigogliosa così come la nostra comunità. Lo dico anche per i figli delle persone che ci sono oggi, perché il futuro è loro, tutti siamo di passaggio e dobbiamo pensare oltre al presente, guardando avanti». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google