Ore 9.15: parte l’assalto ai banchi del supermercato Interspar
Migliaia all’apertura del megastore. Settanta assunti. Sede green e cibo recuperato a chi è in difficoltà
In tantissimi si sono messi in coda anche un quarto d’ora prima dell’apertura. A loro (come a tutti i clienti per l’intera mattinata) è stata offerta la colazione con cornetto e caffè. E così tra palloncini, taglio del nastro e Dj alle 9 e 15 nel parcheggio del nuovo Interspar in Tangenziale Bruno Losi si faceva già (tanta) fatica per trovare posto. C’era proprio bisogno di un altro supermercato a Carpi? A giudicare dalle tremila persone che non hanno aspettato neppure un giorno dall’inaugurazione la risposta è scontata: Si. E senza dubbio: «La concorrenza fa sempre bene, la possibilità di scegliere i prodotti più convenienti in base alle offerte per un bilancio di una famiglia è fondamentale» spiega la signora Laura, pensionata, ma ben armata di smartphone e app per ottenere lo sconto di 10 euro a fronte di una spesa minima di 40 euro. D’altronde la campagna marketing messa in piedi da Interspar è stata imponente, tra manifesti in strada e volantini arrivati in ogni singola cassetta postale. Offerte, risparmio, ricerca di prodotti nuovi, comodità. Oppure semplice curiosità. Un po’ di tutto ha spinto migliaia di carpigiani a fornirsi nel nuovo punto vendita dell’Aspiag Service, la concessionaria Despar per il Triveneto e l’Emilia Romagna che in città ha inaugurato il primo megastore Interspar del modenese, il 39esimo in Italia. Superficie di vendita di oltre 2.500 mq, a lavorarci saranno una settantina, quasi tutti neo-assunti: «Siamo un’azienda che cresce e crea occupazione e cerchiamo di farlo sempre tenendo fede al nostro impegno di restituire valore ai territori in cui operiamo – spiega Diego Piazzardi, direttore vendite – Anche qui vogliamo essere una presenza di qualità, in dialogo con il territorio e con le realtà che lo abitano e lo animano e questo punto vendita ha alcune peculiarità e diversi punti di forza». Dall’immenso reparto ortofrutta con aree dedicate al biologico alla comunicazione a Led per guidare i clienti, dall’enoteca dove trovare vini e birre selezionate al “negozio nel negozio”, ovvero l’angolo dei balocchi dedicati ai giocattoli. E poi i reparti forno, salumeria, rosticceria, pescheria e macelleria a scorrimento come fossero delle piccole botteghe, i prodotti tipici, la scelta green di un impianto fotovoltaico in grado di fornire parte dell’energia elettrica al punto vendita e il riutilizzo del calore prodotto dai banchi frigo per produrre acqua calda. Elementi che una clientela come quella di Carpi – dove con almeno un punto vendita è ormai presente la quasi totalità dei marchi della grande distribuzione – è in grado di riconoscere: «Il primo impatto è molto positivo, ma occorre la prova del nove, ovvero quella della cassa e della tavola», scherza Giovanni. Promozione a pieni voti, invece, per l’ambito della solidarietà: il punto vendita di Carpi entrerà nella rete di supermercati che effettuano cessione merce e dunque i cibi recuperati verranno dati a chi ne ha bisogno grazie alla Fondazione Banco Alimentare e Last Minute Market. —
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