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la polemica su modena solidale 

Caso Parisi in Parlamento «È stato un tentativo di inquinare il voto»

L.G.
Caso Parisi in Parlamento «È stato un tentativo di inquinare il voto»

L’onorevole dei Cinquestelle Stefania Ascari ha presentato un’interrogazione al premier Giuseppe Conte e al ministro Matteo Salvini  

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Arriverà davanti al governo il caso degli sms e delle telefonate “elettorali” inviati dal Caf Italia di via Pelusia per sostenere la candidata di Modena Solidale Katia Parisi, poi entrata in Consiglio comunale. A portare il caso a Roma è Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle, che presenterà un’interrogazione al premier Giuseppe Conte e al ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Da quanto emerge - sostiene la parlamentare pentastellata - diversi iscritti a un Caf modenese e semplici cittadini hanno ricevuto sms con invito a votare Parisi. Dal curriculum della consigliera, pubblicato nella sezione “Elezioni trasparenti” del sito comunale - fa notare ancora Ascari - emerge che Parisi è direttrice del patronato Epas, che ha sede allo stesso indirizzo e ha lo stesso numero di telefono di Caf Italia. Gli sms sarebbero stati inviati dal sindacato Fna, che detiene il 100% delle quote di Caf Italia. Fna Emilia Romagna detiene invece il 100% delle quote di Csf servizi, di cui Katia Parisi è amministratore unico». Elementi che portano la parlamentare pentastellata a porsi alcuni interrogativi su «violazione della normativa sulla privacy, rischio di violazione della normativa elettorale e tentativo d’inquinamento del voto». Punti su cui Ascari domanda a Conte e Salvini «quali iniziative di propria competenza intendono intraprendere, anche di tipo ispettivo o sanzionatorio». Sulla vicenda Parisi, oggetto nei giorni scorsi di diversi interventi, a partire dagli alleati del Pd della Sinistra per Modena, è pronta a intervenire anche la delegazione del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale a Modena: «Presenteremo nelle prossime ore un’interrogazione perché sulla vicenda sia fatta piena chiarezza - rimarcano i portavoce Andrea Giordani, Enrica Manenti e Giovanni Silingardi - e per dare subito un forte segnale del nostro impegno per la legalità. Un concetto mai citato dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli durante la presentazione delle linee di governo - chiudono i tre consiglieri del Movimento 5 Stelle - a cui abbiamo detto di no per ragioni di metodo e merito». —

L.G.

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