«Nessun maltrattato nella casa per anziani» Assolta la direttrice
La tensione, in aula, è calata quando il Gup Luca Ramponi ha letto il verdetto: assoluzione piena per quattro operatrici e la responsabile, all’epoca, della casa per anziani di Correggio, giudicate con il rito abbrevviato. Per il giudice del tribunale di Reggio, non ci sono stati maltrattamenti né vessazioni a un anziano, almeno da parte di questa tranche di imputate. Escono, per il momento, dal processo la carpigiana Serena Guerzoni, responsabile, della struttura, che doveva rispondere unicamente di omissione di controllo; Delia Manna Enriquez Apumatta (difesa dall’avvocato Henric Stove); Elvira Nahradean; Samira Belaraj e Concetta Napoli.
Il Gup ha, invece, rinviato a giudizio - come richiesto dal pm Maria Rita Pantani - altre sei operatrici: Karina Da Silva, Maria Di Francesco, Elena Bassi, Angela Cipriani Tehei, Antonia Iacovino e Esther Montoya.
Ben diversa la conclusione dell’udienza del 7 giugno, al termine della quale il pm Pantani aveva chiesto una condanna a 2 anni e 4 mesi a carico delle quattro operatrici da giudicare in abbreviato e 4 mesi di reclusione per la responsabile. Una richiesta modificata in una sanzione di 300 euro, nell’udienza di ieri, visto che solo i pubblici ufficiali possono rispondere penalmente del reato di omissione di controllo. Patani ha comunque annunciato che attenderà la motivazione e poi ricorrerà in appello.
«Sono molto contento; il giudice ha trattato la questione con l’importanza che meritava nel corso di sei udienze. È stato un calvario lungo e faticoso. Nella scorsa udienza ho chiesto e ottenuto che il giudice visionasse i filmati in cui si vedeva la mia assistita accudire e cambiare con amore un anziano. Anche da quei filmati si capiva che l'accusa verso di lei non stava in piedi», dice l’avvocato Stove. —
Cristina Orsini
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