Indicatore, si chiude un’epoca Montella e Marchesi lasciano
Il periodico comunale, tra le testate più longeve, perde direttore e capo redattore «Passione ed equilibrio per avere credibilità, con Greco non si poteva restare»
MIRANDOLA. Si chiude un’epoca all’Indicatore mirandolese, la gloriosa testata del Comune di Mirandola, nata nel 1877 (è tra i primi tre periodici più longevi di tutta l’Emilia Romagna) edita in oltre 20 mila copie distribuite in tutta l’Area nord di Modena. Dopo 20 anni il direttore responsabile Fabio Montella e il caporedattore Luca Marchesi hanno infatti terminato il loro rispettivo incarico con la fine del mandato del sindaco Maino Benatti. Ora si apre un periodo transitorio in cui, salvo sorprese dell’ultima ora, ci sarà un momento quantomeno di sospensione, almeno fino a quando il nuovo sindaco Alberto Greco non individuerà un nuovo direttore responsabile.
Incredulità, rammarico ma anche grande apprezzamento ai due giornalisti sono stati espressi da centinaia di messaggi provenienti da tutta la Bassa.
«È stato un diluvio di affetto e vicinanza che ci ha fatto molto piacere - spiega Montella - Sapevo che l’Indicatore era letto e apprezzato per come lo abbiamo concepito io e Luca. Insieme a tutti i collaboratori ci abbiamo messo tanto impegno e passione per farlo arrivare a questo punto, ben oltre i nostri doveri di servizio. Ma c’è di più. I cittadini della Bassa, dal giorno dopo le elezioni, continuano a dirci di considerarlo anche un pezzo fondamentale e non negoziabile della nostra identità».
In che senso?
«Nel senso che l’Indicatore non è e non dovrà essere di una sola parte. Si tratta di un prodotto editoriale complesso, che grazie a me e Luca ha raggiunto un equilibrio delicato. Le spese di stampa sono interamente coperte dalla pubblicità, senza pesare per un euro sulle tasche dei cittadini. Ma un giornale, per vendere pubblicità, deve essere credibile e autorevole e l’Indicatore lo è stato, come dimostrano i tanti messaggi di stima giunti a noi in questi giorni, da lettori di destra e di sinistra. Ora si chiude un’epoca nella storia di questa testata che ha più di 140 anni di vita. Vorrei che restasse una voce indipendente di cui fidarsi, come abbiamo fatto noi, e non un bollettino di questa o quella parte».
E invece?
«E invece mi pare che manchino le premesse. Non vorrei che in nome del nuovismo e del cambiamento si gettassero a mare esperienze consolidate e apprezzate dai cittadini».
Il sindaco Greco l'ha chiamata?
«Sì. Greco lo conosco da 20 anni: io ero presidente di una polisportiva e lui dirigente di un’altra. In passato abbiamo collaborato. Ma le nostre visioni del mondo, oggi, non coincidono. Per continuare a fare il giornale indipendente e senza ingerenze che mi hanno sempre garantito Gigi Costi e Maino Benatti sarebbe stato utile un messaggio chiaro, che non è arrivato. Invece, sono arrivati centinaia di messaggi dai nostri lettori, i nostri unici “padroni”, che ringraziamo di cuore». —
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