L’addio commosso dei compagni dopo tante battaglie
Il delegato Fiom inossidabile alle pressioni esterne e il funzionario capace di scaldare i cuori di tre generazioni di operai. Il marito e padre affettuoso, capace di staccare la spina in estate per andare in Trentino a cercar funghi.
Sono questi i lati del carattere di Giuseppe Galvani, 69 anni, ricordati ieri nelle camere ardenti dai suoi compagni della Fiom e dello Spi Cgil, morto dopo una lunga malattia. Occhi lucidi e silenzio, di fronte a una persona che in tanti conoscevano a Carpi nella sua immagine pubblica, quello di sindacalista a tutto tondo, instancabile e concreto, capace sempre di mediare e di portare a casa se non la soluzione almeno un risultato.
Poche parole, le condoglianze degli amici alla famiglia, lo sguardo rivolto al ritratto di Galvani sorridente con il giubbotto da fungaiolo. Una vita in poche frasi. E la malinconia per una stagione politica e una vita spesa per una passione. «Giuseppe era fatto così - racconta un amico e sindacalista di lungo corso - Aveva sempre la spiegazione a portata di mano, parlava con la stessa semplicità a due o cento persone. Il suo ultimo discorso lo fece l’anno scorso al congresso Cgil, già malato, sulla necessità del sindacato per salvaguardare gli interessi dei lavoratori. Il suo messaggio fu accolto da un’ovazione». (sc)
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