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La mega serenata di Antonio «Ma mi è mancata la voce...»

Alfonso Scibona
La mega serenata di Antonio «Ma mi è mancata la voce...»

Il promesso sposo, venerdì sera, ha “svegliato” la sua Roberta e i vicini Il gesto d’amore è finito con i fuochi d’artificio e un brindisi collettivo

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L’amore all’antica che ritorna. I protagonisti sono Roberta e Antonio, due ragazzi napoletani residenti a Sassuolo da tempo, che si sono conosciuti nove anni fa in una discoteca di Baggiovara e che sono convolati a nozze ieri mattina, nella chiesa monumentale di San Francesco in Rocca.

Venerdì sera, prima del fatidico sì, Antonio - accompagnato (e sostenuto) da un numeroso gruppo di amici - si è presentato senza invito sotto casa della “sua Roberta” e le ha dedicato una vera e propria serenata. «È stata una cosa molto emozionante - racconta, all’indomani, Antonio - e, come si vede dalle occhiaie, ho dormito poco. Ma ieri sera (venerdì, ndr) abbiamo fatto una bella festa a sorpresa alla sposa».

L’idea, continua il novello sposo, «è nata da una tradizione che abbiamo noi di Napoli. A me faceva molto piacere dedicare una serenata a Roberta, che ne era all’oscuro, ma ero sicuro che facesse felice anche lei». Sui tempi, invece, Antonio si è sbagliato: «Pensavo che sarebbe stata una cosa molto veloce ma alla fine ci abbiamo messo più di un’ora. Abbiamo iniziato con una serenata in cui sono partito molto forte, convinto di riuscirci. Ho cantato “Ti sposerò perché” di Eros Ramazzotti ma la magia è finita tre strofe dopo l’inizio per l’emozione: mi sono fatto aiutare dal mio musicista perché mi andava via la voce... Dopo abbiamo fatto scendere la sposa e, quando è arrivata in strada, sono partiti i fuochi d’artificio e abbiamo brindato con tutte le persone che erano lì con noi».

E i vicini di casa come hanno reagito all’inattesa confusione notturna? C’è stato chi ha protestato? In realtà anche chi voleva dormire si è calmato quando si è accordo che i “colpevoli” erano solo due ragazzi che si vogliono bene: «Sicuramente abbiamo svegliato e impaurito qualcuno. Questo mi dispiace perché siamo stati, diciamo così, egoisti nella nostra gioia. Chiedo scusa a tutti e spero di aver fatto piacere non solo alla sposa ma anche a chi ci ha visto» aggiunge Antonio.

In effetti i commenti, anche sui social, sono tantissimi e la stragrande maggioranza sono positivi, soprattutto quelli delle donne, magari conditi da un pizzico di invidia per un atto d’amore al quadrato... «L’amore al quadrato forse non basta - precisa Antonio - ma sicuramente per me e anche per Roberta la notte di venerdì è stata indimenticabile».

Il novello sposo, con il suo gesto cavalleresco, alla fine ha convinto anche mamma Lina, conosciutissima come tecnico del professionale di Sassuolo: lei era al corrente ma non era troppo convinta della decisione del figlio in quanto la riteneva all’antica. «Antonio mi ha raccontato quello che sarebbe andato a fare - conferma la mamma - e gli ho chiesto se ne fosse davvero certo; mi sembrava una cosa antiquata. Quando ho visto che era deciso, l’ho appoggiato».

Tutti d’accordo anche i parenti dello sposo tra cui un ex comandante del distaccamento militare nel palazzo ducale di Sassuolo. «Io sono per le tradizioni - spiega il maresciallo Clemente Pannella - e, anche se gli sposi sono lontani dalla nostra terra d’origine, approvo quello che ha deciso di fare Antonio».

La cerimonia di nozze, nella piccola chiesa adiacente il palazzo ducale di Sassuolo, è stata celebrata da don Giovanni Rossi, parroco dell’unità pastorale Sassuolo centro che ha assistito al fatidico sì. —

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