Ricordo di Nino e Geppo trucidati dai tedeschi
Oggi cerimonia in ricordo di “Nino” e “Geppo”, due giovanissimi partigiani, caduti per mano tedesca.
Stefano “Nino” Piccinini abitava in via Fenuzzi 18 e frequentava la quarta di un istituto tecnico situato all’epoca a Villa Segrè. Prima dell’avvento del fascismo, suo padre Francesco era stato consigliere comunale, poi sua madre era rimasta vedova. Nino aveva anche un fratello, Pietro, che, grazie alla sua passione per la fotografia, ha donato alla memoria storica le immagini dell’entrata dei carri armati brasiliani a Sassuolo nei giorni della liberazione. Nino, però, non riuscì mai né a vedere quelle foto né a gioire di quel 25 aprile 1945. A soli 18 anni, infatti, fu ucciso dai tedeschi.
Giorgio “Geppo” Fontana aveva 19 anni e abitava a Castellarano. A Roteglia lo conoscevano tutti, particolare che accrebbe lo strazio comune nel vederlo passare legato al cofano di un sidecar che lo portava nel luogo di tortura a Palazzo Ducale.
La testimonianza arriva dal partigiano Vittorio Roncaglia, che ricorda che la mattina del 23 giugno 1944 quando lui, Nino, Geppo e un esperto di esplosivi furono mandati a minare un ponticello sulla Radici, all’altezza del bivio per Baiso e Levizzano: «Prima di mezzogiorno abbiamo visto alzarsi una nuvola di polvere sulla strada bianca e poi intravisto un sidecar tedesco. Piccinini si è spostato verso il Secchia, io sono rimasto vicino ad una grossa siepe e la gente è scappata verso il fiume. Quando ci siamo accorti della macchina che seguiva il sidecar era troppo tardi. Piccinini ha cominciato a sparare con il moschetto, ma i tedeschi l’hanno centrato subito con una raffica». A differenza di Nino, Fontana fu catturato. «Fu sottoposto a un duro interrogatorio. Dal rapporto fattomi da un nostro informatore, risultò che Fontana oppose alle domande tedesche il più assoluto mutismo, sopportando con stoicismo ammirevole insulti e percosse. Esasperati, i carnefici decisero di fucilarlo immediatamente» ha raccontato Roncaglia.
A Nino e Geppo è dedicata la doppia commemorazione di oggi a Baiso e Sassuolo. Alle 10, il sindaco di Baiso Fabrizio Corti commemorerà Piccinini nel luogo esatto in cui cadde, il ponte del Carnione a Levizzano mentre alle 11 il sindaco di Castellarano Giorgio Zanni ricorderà Fontana in piazza Risorgimento a Sassuolo, davanti al muro dello stadio Ricci dove fu fucilato. Parteciperanno gli assessori Ugo Liberi di Sassuolo e Vanessa Piccinini di Baiso e il presidente di Anpi Sassuolo Maria Antonia Bertoni. —
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