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Strappa il braccialetto ed evade Riarrestato, torna subito a casa

Alberto Setti

I carabinieri bloccano l’albanese che si era tolto il sistema usato per il controllo a distanza Il giudice lo manda ai domiciliari e lui in tribunale irride i militari

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Besmir, albanese di 32 anni, irregolare in Italia, ma di fatto domiciliato a Bologna nell’abitazione di un anziano italiano, quando ha sentito la decisione del giudice ha rivolto un sorriso compiaciuto ai carabinieri di Pavullo che lo avevano arrestato poche ore prima. Irreperibile, era “evaso” dai domiciliari nei giorni scorsi, dove il giudice di Bologna la aveva mandato lo scorso anno per l’ennesimo furto in una casa. E per evadere aveva strappato il braccialetto elettronico che lo Stato italiano gli aveva applicato, per tenerlo sotto controllo.

È stato sorpreso venerdì in centro a Pavullo, in ottima compagnia. Ovvero con un altro albanese con precedenti per furto e una patente falsa in tasca, e un italiano di Lecce appena uscito dal carcere, sempre per furto. I carabinieri hanno trovato ai tre tutta l’attrezzatura per aprire le porte e le casseforti della gente.

E perché dunque quel sorriso sarcastico? Perché il pm Pasquale Mazzei che ne aveva disposto l’arresto aveva chiesto per Besmir la detenzione in carcere, senza se e senza ma. Invece il giudice - in attesa del rito direttissimo - ha disposto di nuovo i domiciliari a casa dell’amico anziano e italiano. Senza neppure il braccialetto. Liberi anche gli altri due, pur se denunciati per la detenzione dell’attrezzatura da furto.

L’operazione dei carabinieri di Pavullo era scattata a metà giornata. Una pattuglia di militari molto attenti ha notato nei pressi della stazione delle corriere un’Alfa 147 con i tre a bordo. L’auto era stata segnalata più volte, in coincidenza di furti nelle abitazioni. I militari l’hanno fermata e poco alla volta con l’arrivo dei rinforzi della Radiomobile e del Nucleo operativo si è svelato un mondo. Besmir, l’evaso, aveva tra l’altro in tasca guanti neri di stoffa pronti all’uso. L’amico Erald, 25 anni, albanese senza fissa dimora, pure lui con diversi precedenti, aveva parimenti i guanti di stoffa… per il freddo. E una patente che, all’analisi scientifica, è risultata falsa. Alla guida dell’auto c’era Giuseppe da Poggioardo (Lecce), 46 anni, senza fissa dimora ma con una carriera importante alle spalle. Nel baule l’attrezzatura, incluso il flessibile e i relativi dischi per tagliare il metallo come il burro.

Può apparire superfluo, ma alla ricerca sulla proprietà dell’auto è arrivata l’ultima sorpresa: il veicolo è intestato a tal Domenico, nato a Palermo 55 anni fa, residente nel milanese, che risulta titolare di qualcosa come 181 veicoli…

Besmir ha trascorso la notte di venerdì in camera di sicurezza nel comando della Compagnia carabinieri di Pavullo. Ma ieri a metà mattina è stato accompagnato a casa. Dove ad attenderlo c’era l’anziano amico ospitante. —

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