«Il Balsamico deve diventare un patrimonio dell’Unesco»
L’appello del Gran Maestro Maurizio Fini in occasione del Palio di San Giovanni Il vincitore è Roberto Cavoli di Marano. Premiati anche altri undici campioni
Rinnovare nella tradizione è il motto che ha accompagnato il 53esimo Palio di San Giovanni. In una piazza Rocca Rangoni stracolma con appassionati dai capelli bianchi e giovanissimi il maranese Roberto Cavoli ha trionfato nel Palio.
Le fasce di politici e consorti rappresentano un elemento costante. I giovanissimi sul palco e i cellulari per dirette social un’innovazione. Lo stesso per la novità “green” introdotta da Maurizio Fini, Gran Maestro della Consorteria. «Dal prossimo anno elimineremo i cucchiaini di plastica – ha anticipato Fini, nono al concorso – e li sostituiremo con cucchiaini di ceramica. Risparmieremo così 18mila cucchiaini di plastica». Un applauso ha accompagnato l’idea “imperialistica” del Consorzio. «Abbiamo l’aggiunta dell’acetaia comunale di Savignano – ha proseguito Fini – e nei prossimi mesi o anni, senza fretta, andremo a inaugurare quelle di Bomporto, Camposanto e Castelnuovo. Occuperemo come a Risiko tutti i Comuni con le acetaie comunali».
Proposte importanti da parte di Fini: non solo dichiarare tutti i Comuni che ospitano le acetaie comunali come “territorio balsamico” ma soprattutto «intraprendere insieme il percorso per rendere il Balsamico “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco”».
«La sentenza del tribunale di Bologna che rende il termine Balsamico non utilizzabile da chicchessia ha premiato i nostri sforzi condivisi», il riconoscimento di Fini. Alcune cifre sono da capogiro. I 292 assaggiatori hanno inserito oltre 356mila dati telematici per classificare 1.516 campioni, da cui sono stati selezionati i 12 finalisti.
«La ricetta del Balsamico è sempre la stessa – ha ribadito il Gran Maestro – ma l’innovazione permette ai giovani di partecipare con strumenti che noi “vecchietti” non avevamo». I territori con più campioni sono stati Modena, Carpi e Formigine, con Spilamberto ai piedi del podio. «Condurre un’acetaia è una scelta di campo in termini di ottimismo», ha garantito il sindaco padrone di casa Umberto Costantini. Premi in arrivo per i vincitori di ogni Comune e per il solierese Lauro Molinelli, 53esimo come il numero di edizione del Palio. Per il rapporto di acidità premiato il castelfranchese Francesco Lorenzi, per le tre semifinali di fila il modenese Alessandro Bellei. Premiati con il “Lealtà e Perseveranza” sei assaggiatori da oltre 4mila assaggi. Premio Rolando Simonini al «ministro del Tesoro» della Consorteria Giuliano Longagnani. Premio “Eccellente fuori gara” alla vincitrice 2017 Laura Montalegni. Seconda la ravarinese Cristina Frabetti, terzo il formiginese Roberto Mattioli. —
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