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la polemica 

«Albinelli, cambiamo per salvare il Mercato» E si tratta sugli orari

Luca Gardinale
«Albinelli, cambiamo per salvare il Mercato» E si tratta sugli orari

Il presidente Prandini dopo le critiche per i banchi del pesce:  «Sì ai ristoranti, senza snaturarci. Novità accettate da tutti»

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Pensano a qualche anno fa - una trentina - quando al mercato c’erano le galline appese, e magari l’operatore che salutava i clienti con la sigaretta in bocca. Poi sono cambiate un po’ di cose, dal punto di vista sanitario e strutturale, ma anche per quanto riguarda la fruizione del mercato, con le attività tradizionali che iniziano a fare fatica (come dimostra la chiusura di tante attività) e con la figura della “rezdora” che va a far spesa alle 7 gradualmente sostituita dal professionista che entra al mercato più tardi, compra un po’ di prodotti e magari si ferma a pranzo. Tante cose sono cambiate, insomma, e allo stesso modo sta cambiando il mercato Albinelli, che si adatta alle nuove esigenze della clientela. Lo sa bene Andrea Prandini, presidente del Consorzio che gestisce la storica struttura, che ieri ha raccontato i cambiamenti in atto per rispondere alle critiche dei titolari dei banchi del pesce, i primi toccati dalle modifiche in arrivo.

lavori al via

Nelle prossime settimane, infatti, partiranno i lavori per spostare le tradizionali attività che vendono prodotti ittici dalle postazioni attuali (sui banchi di marmo) a quelle nuove, distribuite all’interno della struttura e completamente rinnovate, con banchi refrigerati e chiusi, il cui costo (circa 80mila euro) sarà interamente sostenuto dal Comune, mentre nell’area ora occupata dal pesce arriveranno due nuovi ristorantini (uno gestito dai titolari dell’Antica Moka, mentre l’altro dovrà tornare a bando vista la rinuncia del vincitore, uno dei pescivendoli). E se nei giorni scorsi i titolari delle postazioni che saranno spostate hanno criticato duramente le novità, ieri il presidente del Consorzio, col direttore Davide Menegolla, dal titolare di un banco tradizionale Alberto Sirotti e da quello del ristorantino “Artigiani del gusto” Davide Lugli hanno replicato.

bandi deserti

«La situazione del mercato è cambiata profondamente - spiega Andrea Prandini - tanto che negli ultimi sei mesi tre banchi hanno lasciato l’attività. E visto che diversi bandi sono andati deserti e abbiamo una decina di banchi vuoti, abbiamo deciso di aprire ai ristorantini». Per quanto riguarda il pesce, il presidente fa notare che «con i vecchi banchi di marmo c’era un problema di igiene e di odori proprio nella zona dei ristoranti, tanto che due attività hanno fatto sapere che se ne andranno se le cose non cambieranno». Un problema di convivenza, insomma, che il Consorzio ha deciso di risolvere spostando le attività di prodotti ittici, e soprattutto dotandole di banchi refrigerati: «Novità che tutti avevano accettato - riprende Prandini - anzi, sono stati proprio i pescivendoli a chiedere essere distribuiti per la struttura, dal momento che non volevano più stare vicini tra loro».

la replica a brevini

Un modo per replicare anche alle critiche di Fulgenzio Brevini, coordinatore sindacale di Confesercenti, che ha chiesto «al mercato di fare il mercato senza scimmiottare esperienze europee»: «Per noi questi cambiamenti rappresentano l’unico modo per sopravvivere - chiude Prandini - in ogni caso il mercato non sarà snaturato, e i ristorantini saranno al massimo cinque». Quindi, una volta superata la questione pesce, ci sarà da mettere mano a quella degli orari, perché da tempo la città chiede di avere un mercato aperto più a lungo: «Credo che ci siano le condizioni - chiude il presidente - anche perché non c’è più la “rezdora” che viene a fare la spesa al momento dell’apertura, e gli orari si sono spostati sempre più avanti». —

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